Romanzo metropolitano: doppio parto “on the road” nella notte a Torino. Un caso unico (e a lieto fine)
Società - di Antonella Ambrosioni - 26 Novembre 2013 alle 18:53
Vite parallele si intitola un’opera dello storico greco Plutarco, opera originalissima nell’impianto, che seguiva le vicende storiche e biografiche dei grandi della terra, raccontati a due a due, che in contesti del tutto diversi avevano dimostrato vizi e virtù esemplari: Alessandro e Cesare, Teseo e Romolo, Demostene e Cicerone, per intenderci. Ci vorrebbe ora un romanziere più che uno storico per raccontare due vicende avvenute parallelamente che potrebbero essere l’incipit di una sceneggiatura. Anche le vicende quotidiane e non altisonanti meriterebbero di essere narrate. Ci vorrebbe una “penna” agile e capace di cogliere nelle vite semplici squarci di fantasia e anche di coraggio. Un romanzo metropolitano. Nella stessa notte, due donne hanno partorito in auto, assistite soltanto dai mariti, entrambi in contatto diretto con la centrale operativa del 118 . Un doppio caso rarissimo, addirittura «unico, ai nostri giorni», dicono i medici dell’ospedale di Rivoli a Torino, dove neo-mamme e neonati sono poi stati ricoverati. L’elemento singolare giocato dal caso, dal destino, come lo si voglia definire, è che i parti si sono verificati a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro, all’insaputa l’uno dell’altro. Gli elementi: due mini sale-parto ricavate in extremis nelle vetture; due mariti coraggiosi improvvisatisi “ostetriche” e due giovani donne che neanche nei peggiori incubi avebbero immaginato un travaglio in quelle condizioni. Il romanzo è a lieto fine. Le mamme e i neonati – che pesano poco più di tre chili – stanno benone. Diego, nato all’1.45 a Pianezza, è il secondo figlio di una donna italiana di 30 anni. L’altra è una bimba, Sara, nata più tardi, alle 6.19 a Rivoli, è invece la terza figlia di una donna marocchina di 38 anni. Un happy end conclusosi nel reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Rivoli, diretto dal primario Andrea Chiappa. Anche questo un luogo “da favola”, potremmo dire: qui sono nati la bellezza di 1.204 bambini dall’inizio dell’anno, un trend in controtendenza- dicono i medici – in decisa crescita, secondo gli standard ospedalieri e mancano ancora 35 giorni per arrotondare ancora. Nessun bambino, però, aveva ancora visto la luce in strada. Quando il realismo supera la fantasia.