
Caso marò: avvocato indiano chiede di riportare la causa alla Corte del Kerala (dove avvenne l’incidente)
Politica - di Redazione - 26 Aprile 2014 - AGGIORNATO 26 Aprile 2014 alle 11:54
Un avvocato indiano ha presentato alla Corte Suprema dell’India una richiesta formale di trasferimento del caso dei marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone da New Delhi ad una speciale Corte del Kerala. La “transfer petition” è firmata da Freddy John Bosco, il proprietario del peschereccio “St.Antony” coinvolto nell’incidente del 15 febbraio 2012 in cui morirono due pescatori. L’avvocato Usha Nandini V. ha chiesto che, in attesa della risposta della Corte, sia sospeso l’iter in corso a Delhi. Nella “transfer petition” si chiede di trasferire la causa, in sospeso presso il Chief Metropolitan Magistrate di Patiala House e il giudice speciale della Session Court a New Delhi, «alla Corte speciale II del magistrato speciale, Ufficio centrale di indagini, a Kochi in Kerala, o a qualsiasi altra Corte competente del Kerala». Nel documento si sostiene che, seppure la Corte Suprema ha stabilito che il Kerala non ha giurisdizione per intervenire nel caso mentre tale giurisdizione è dello Stato indiano, «è evidente che il Kerala è parte di questo Stato e che è naturale che il processo possa svolgersi in un luogo il più vicino possibile a dove è avvenuto l’incidente». Inoltre, si dice ancora, «la maggior parte dei testimoni sono keralesi e la lingua è il Malayam, per cui il processo dovrebbe essere condotto in questa stessa lingua». È ovvio che, se dovesse essere accolta tale richiesta, i tempi si allungherebbero maggiormente e la sorte dei nostri due marò diverrebbe ancora di più a rischio di condanna perché a giudicarli sarebbero magistrati del luogo dove avvenne l’incidente in cui morirono i due pescatori.
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