
Il leader dei “serenissimi” non collabora con i magistrati e si dichiara “prigioniero di guerra”
Politica - di Redazione - 4 Aprile 2014 alle 18:03
«Sono un prigioniero di guerra». Luigi Faccia, il leader dei secessionisti veneti arrestati nell’operazione dei Ros, non ha risposto al Gip che oggi lo ha sentito in carcere a Vicenza per l’interrogatorio di garanzia se non per quella frase, molto seria, forse troppo. Faccia, accusato di associazione con finalità di terrorismo ed eversione, si è mostrato combattivo e determinato, spiegano i legali, nel portare avanti i suoi ideali di indipendenza. «Come responsabile del Veneto Fronte di Liberazione, servitore della Veneta Serenissima Repubblica – ha detto -, mi dichiaro prigioniero di guerra», hanno riferito i difensori dell’uomo, gli avvocati Alessandro Zagonel e Andrea Arman. Piccola schermaglia con il giudice e la cancelliera anche al momento delle generalità, quando Faccia, alla domanda sulla propria nazionalità, ha risposto: «Veneta». Si è avvalso della facoltà di non rispondere anche Flavio Contin, arrestato (e posto ai domiciliari) nell’ambito dell’inchiesta dei Ros sui secessionisti veneti. Contin, ultrasettantenne, è accusato tra l’altro di aver costruito e detenuto in un magazzino nel suo paese, a Casale di Scodosia (Padova) il “tanko” artigianale, ricavato da un escavatore, che doveva servire per l’assalto a Venezia. L’uomo non ha risposto al giudice, e lo stesso comportamento ha tenuto un altro dei 24 arrestati, Riccardo Lovato, 44 anni, ex ultras del Padova.
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