
È “guerra” alla Tavola della Pace: l’Agesci denuncia scelte verticistiche e dà forfait alla Perugia-Assisi
Società - di Roberto Mariotti - 5 Luglio 2014 alle 19:29
La loro è una presenza storica. Figurano tra i promotori, partecipano in migliaia e spesso aprono il corteo. Eppure quest’anno gli scout dell’Agesci non parteciperanno alla Marcia della Pace Perugia-Assisi, convocata per il 19 ottobre e a uno stadio organizzativo già avanzato. A darne notizia sono stati i presidenti del comitato nazionale dell’Associazione guide e scout cattolici italiani, Marilina Laforgia e Matteo Spanò. «Tale scelta – hanno spiegato – deriva dal percorso intrapreso dalla nostra associazione in questi anni, volto a cambiare radicalmente la Tavola della Pace, chiedendo maggiore condivisione nelle scelte organizzative, trasparenza e regole chiare nella piattaforma di rappresentanza. Abbiamo appreso della convocazione della Marcia a cose fatte, senza una minima consultazione della Rete della Pace». Un brutto colpo per l’organizzazione della Perugia-Assisi, che sul suo sito, perlapace.it, invoca a gran voce «un’Europa della fraternità», invitando a partecipare alla manifestazione. Fra le numerose notizie presenti sulla pagina del movimento e della manifestazione, per la verità non di facilissima consultazione, non sembra esserci notizia della defezione eccellente. E tutto continua a parlare solo di partecipazione dal basso e dinamiche inclusive. C’è il link per aderire alla Marcia, ci sono le notizie sulle «100 scuole per la Pace e la Fraternità», ci sono sezioni intitolate «Insieme si può». C’è anche, nella casella “Chi siamo”, il messaggio del 2007 con cui venne presentata la messa in rete del sito. Anche quello parla di una realtà che si costruisce “tutti insieme”. «Il movimento per la pace da oggi dispone di un nuovo grande strumento di lavoro in grado di rafforzare la partecipazione, il confronto e la sua coesione. Lo abbiamo costruito pensando ad una piazza aperta all’incontro e alla collaborazione tra tutti coloro che vogliono dare una mano alla costruzione della pace». A firmarlo, sottolineando l’assenza di «etichette e appartenenze», è il tutt’ora coordinatore nazionale della Tavola della Pace e organizzatore della Marcia, Flavio Lotti, che l’anno scorso ha deciso di partecipare al fallimentare esperimento politico di Antonio Ingroia, Rivoluzione Civile, candidandosi alla Camera nel collegio della Toscana. Sarebbe stato interessante conoscere la sua opinione sull’addio (o arrivederci) dell’Agesci, ma al cellulare indicato sul sito come contatto dell’ufficio stampa di Perlapace non ha risposto nessuno. In fondo, non stupisce e non si può biasimare: la notizia è arrivata nel pomeriggio inoltrato di un sabato di luglio e si tratta pur sempre di una struttura con una vocazione volontaristica. Bisognerà, dunque, prendere per buona la sola versione dell’Agesci e, soprattutto, attenersi ai fatti: non c’è pace al Tavolo per la Pace.