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«Renzi mi ha tolto 90 euro al mese». Ora molti stanno capendo di essere caduti in trappola

«Renzi mi ha tolto 90 euro al mese». Ora molti stanno capendo di essere caduti in trappola

Editoriale - di Girolamo Fragalà - 12 Agosto 2014 alle 15:53

Vatti a fidare. Quella dell’opposizione era stata una voce priva di altoparlanti, sommersa dagli applausi e dalle lodi sperticate per il premier-giovane: «Attenti, Renzi ha messo in campo questa storia degli 80 euro per motivi propagandistici, ma è un trappolone perché fa credere di distribuire pani e pesci mentre nella realtà vi toglie molto di più di quanto vi “regala”..». Ma il ciclone mediatico, con tutti i giornali “che contano” inginocchiati a venerare don Matteo, ha messo in un angoletto le critiche perché parlar male del sant’uomo è una bestemmia, mettere in dubbio i suoi miracoli è da profani, dire che ha sbagliato è da rozzi destrorsi. Guai a dire che quella degli 80 euro era un’elemosina, se non addirittura un bluff. Guai a dire che erano cambiati i parametri. Il processo anticipato di beatificazione non poteva essere interrotto. Ora però la verità sta venendo a galla, piano piano si comprende che i conti non tornano. In tanti si sono già visti scippare dal portafogli un bel gruzzoletto. Alla Prendi i soldi e scappa, con tante scuse a Woody Allen. La strategia della sinistra è stata perfetta, un colpo da maestri: il governo Renzi ha ritoccato le tasse, nel silenzio dei maggiori quotidiani, e lo ha fatto con il trucco perché contemporaneamente hanno agito anche i sindaci e i presidenti delle Regioni vicini alla sinistra. E così un pensionato s’è visto in busta paga un ammanco inaspettato, dai 70 ai 90 euro, per l’aumento delle imposte regionali e comunali, sommate agli aumenti del premier. Per fare un esempio, un cittadino di Roma si è trovato stangato dal trio Renzi-Marino-Zingaretti. E non è poco. Molti pensionati in un primo momento avevano pensato a un errore o a qualche meccanismo di compensazione. Poi, visto che l’ammanco continuava pure nei mesi successivi, hanno chiesto agli uffici competenti e sono venuti a scoprire la batosta. A tutto questo bisogna aggiungere altre piccole-grandi furbate: sono aumentate le rette degli asili, i biglietti dell’autobus, i ticket per i parcheggi, per non parlare dei permessi del centro storico dove – ad esempio – Roma ha fatto registrare una stangata record, con buona pace per chi lavora in centro e non può arrivarci se non con l’auto. Renzi, tra un sorriso e l’altro, ha iniziato già la sua politica di lacrime e sangue. Ma per molti resta un benefattore. Salvo poi rendersi conto che davvero è un benefattore, ma delle banche.

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12 Agosto 2014 alle 15:53