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Il vaccino per ebola è più vicino? Durante la prima sperimentazione, nessuna reazione avversa

Il vaccino per ebola è più vicino? Durante la prima sperimentazione, nessuna reazione avversa

Esteri - di Redazione - 17 Settembre 2014 alle 09:35

La prima sperimentazione clinica di un vaccino contro il virus Ebola non ha generato fino ad oggi reazioni avverse. Lo ha reso noto un alto responsabile sanitario americano. Il vaccino, che è stato sviluppato dal laboratorio GlaxoSmithKline con l’Istituto della salute (Nih) americano e che ha dato ottimi risultati sulle scimmie, è oggetto di uno studio clinico su dieci persone dal 2 settembre. «Finora non ci sono segnali» che indichino reazioni gravi, ha detto il dottor Anthony Fauci, direttore dell’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive (Niaid) alla Commissione Bilancio del Senato americano. Altri dieci volontari riceveranno il vaccino nei prossimi giorni. I risultati completi di questo studio dovrebbero essere disponibili alla fine dell’anno. La notizia arriva a poche ora dall’allarme lanciato da Barack Obama, secondo cui il virus «è fuori controllo», e dal contestuale annuncio dell’invio di 3mila soldati Usa in Africa Occidentale per affrontare l’emergenza. La missione, denominata “Operation united assistance”, comprende anche medici, infermieri, ingegneri e operai, per un costo totale dell’operazione che potrebbe arrivare a 750 milioni di dollari. Finora gli Usa hanno speso 175 milioni per fronteggiare la crisi, ma i nuovi fondi – riferiscono fonti della Casa Bianca – arriveranno dai 500 milioni di dollari che il Pentagono ha chiesto di ricollocare in seguito alla riduzione delle operazioni militari in Afghanistan. Mentre l’Onu, secondo cui saranno 20mila i casi di Ebola prima della fine dell’anno, ha presentato un piano da un miliardo di dollari per la lotta al virus, un netto aumento rispetto alle precedenti richieste. Ebola «non è solo una crisi sanitaria: ha gravi conseguenze economiche, umanitarie e sociali che potrebbero diffondersi ben oltre i Paesi colpiti», ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon.

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17 Settembre 2014 alle 09:35