
E adesso il morso di “Viperetta” agita il mondo del calcio
Cronaca - di Redazione - 29 Ottobre 2014 alle 19:02
Il morso della vipera può essere letale. Quello del “Viperetta” per fortuna fa più rumore che male. Massimo Ferrero da Roma, noto appunto come “Viperetta”, patron della Sampdoria da questa estate, è già un personaggio. Avesse acquistato, oltre a quelle che già ha, tutte le sale cinematografiche d’Italia non avrebbe avuto mai e poi mai il risultato di notorietà ottenuto rilevando la squadra di calcio dalla famiglia Garrone.
Uomo di spettacolo
Famiglia che certo doveva essersi parecchio dissanguata e che quindi non vedeva l’ora di trovare qualcuno disposto a prendersi la società di calcio blucerchiata se, come pare e come tutti confermano (ultimo Riky Tognazzi), si sarebbe risolta a darla via gratis. Si, proprio gratis, zero euro. Comunque sia, “Viperetta” Ferrero deve essere stato parecchio insistente e pure parecchio convincente. Così come è pur vero che da quel momento, da quella sua prima apparizione mentre cercava di indossare a favore di telecamera la maglia della Samp, non è passata settimana (calcistica) in cui non si sia fatto notare. Allo stadio di Marassi, urlando, imprecando, sorridendo e sventolando un fazzoletto blucerchiato oppure correndo verso la curva con le dita di entrambe le mani tese nella “V” di vittoria che neanche Churchill alla fine della seconda guerra mondiale. E poi anche in tv dove, sornione e dispettoso, è subito diventato un personaggio; sempre un pò sopra le righe e sempre fiero di quella sua romanità un pò caciarona. Un uomo di spettacolo che fa spettacolo. Sfrontato, arruffone, con uno slang incespicante, ma simpatico assai.
Fino a quando non ha sbracato
Fino a l’altro giorno. Fino a quando non ha sbracato dando del “filippino” al Thohir presidente indonesiano dell‘Inter. Apriti cielo. La sentenza dei sacerdoti del politicamente corretto è stata immediata: Razzismo! Indice puntato e via col solito canovaccio. «La mia era solo una battuta» ha provato a spiegare, basito, il povero “Viperetta”. Niente da fare. Sarà costretto a scusarsi. Anche davanti alle telecamere. E, forse, oltre alla pubblica reprimenda, una consistente ammenda pecuniaria se la beccherà pure da parte della Federcalcio: che poi, per uno che ha rilevato gratis una squadra di serie A, è anche peggio.
di Redazione