
Panebianco: ecco perché è sbagliato negare la minaccia islamica
Esteri - di Francesco Severini - 17 Novembre 2014 - AGGIORNATO 17 Novembre 2014 alle 18:55
È un duro atto d’accusa alla politica estera italiana il fondo odierno di Angelo Panebianco sul Corriere. Un monito alla classe dirigente italiana che non intende prendere atto degli scenari mutati della politica internazionale e dei conseguenti rischi. L’islamizzazione di Roma – avverte il politologo – non è una buffonata, ma un pericolo reale.
La profezia di Maometto
“Ormai continuamente il Califfo – scrive Panebianco riferendosi ad Al Baghdadi – ripete che prima o poi arriverà a conquistare Roma… Chi fa spallucce, chi pensa che si tratti solo di una sbruffonata, ha capito ben poco.”. E spiega che il Califfo sta citando una profezia attribuita a Maometto secondo cui “arriverà un giorno in cui Roma, il centro della cristianità occidentale, cadrà in mani islamiche”. Una dichiarazione di guerra vera e propria.
La Difesa troppo trascurata
In passato ci si appellava all’Islam moderato ipotizzando un fronte comune della razionalità e della modernità contro il fanatismo ma oggi i rapporti di forza sono cambiati e basterebbe per comprenderlo dare uno sguardo anche solo superficiale agli scenari di crisi irrisolti. Dinanzi a tutto ciò, è la conclusione di Panebianco, è una stupidaggine “trattare le forze armate come se fossero un qualunque settore di spesa improduttiva”. Attenzione dunque: il crollo di Obama non è stato dovuto forse alla percezione degli americani che la Casa Bianca abbia trascurato e sottovalutato il problema della sicurezza? Non è proprio il caso, in Italia, di lasciare all’improvvisazione e alla strumentalizzazione il tema della minaccia costituita dal radicalismo islamico.
ATTENZIONE, non cadete nella trappola dell’islam moderato, non esiste moderazione nel loro credo, c’e’ solo potere di conquista e sottomissione del conquistato. Il Mr. Panebianco ha ragione, tra una partita di pallone e l’altra, cercate di vedere o studiare cosa e’ l’islam e capirete a cosa si sta andando in contro. E’ una profonda preghiera, pensateci.