
Tutti i conti dei Comuni: ecco chi spende di più e chi ha “tagliato”
Home livello 2 - di Fortunata Cerri - 14 Novembre 2014 alle 11:57
La spending review e i tagli lineari non sono serviti per abbassare la spesa dei Comuni. I dati sui conti parlano chiaro e le spese sono molto lontane dall’essere state compresse. La spesa dei consumi intermedi degli ottomila Comuni italiani è in forte crescita. Lo testimonia lo studio realizzato da Federico Antellini Russo contenuto nel nuovo Rapporto sulla finanza locale, pubblicato dalla Cassa depositi e prestiti e riportato da Repubblica. Nel 2013, si legge, rispetto al 2008 sono cresciuti oneri per interessi, indennizzi, trasferimenti e solo il costo del lavoro è stato leggermente limato. Le spese dunque nonostante i vari tagli annunciati sono lievitate. Solo nel 2012 è stato possibile stilare una classifica tra virtuosi e non: in quell’anno fu avviato un tentativo di spending review che teneva conto dei costi standard.
La top ten dei Comuni più virtuosi nel 2012 rispetto al 201o:
1) L’Aquila ha effettuato tagli per un miliardo e 668 milioni di euro dovuto all’effetto terremoto
2) Siena: risparmio di 329 milioni e 800mila euro
3) Venezia: tagliato 215 milioni e 400mila euro di spese
4) Napoli: 162 milioni e 900mila euro
5) Alessandria: tagli per 115 milioni e 200mila euro
6) Parma: ha ridotto le spese per 114 milioni e 600mila euro
7) Rovigo: ha tagliato 110 milioni
8) Catania: spese in meno 102 milioni e centomila euro
9) Massa: 97 milioni e 400mila euro
10) Reggio Calabria: 95 milioni e 800mila euro
Ecco i dieci Comuni più spendaccioni:
1) Prato: ha avuto un incremento di spesa di 554 milioni e 300mila euro
2) Roma: 433 milioni e 800mila euro
3) Latina: 227 milioni e 400mila euro
4) Biella: 225 milioni e 400mila euro
5) Milano: 215 milioni e 300mila euro
6) Genova: 201 milioni e 200mila euro
7) Ravenna: 184 milioni e 500mila euro
8) Firenze: 167 milioni e 300mila euro
9) Lucca: 135 milioni e centomila euro
10) Enna: 131 milioni e 600mila euro