
Il sindaco “ribelle” si traveste da mendicante per chiedere l’elemosina
Home livello 2 - di Antonio La Caria - 12 Gennaio 2015 alle 18:51
Lo aveva annunciato e ha mantenuto la sua promessa. La persona in questione è il sindaco di Berceto (paese dell’Appennino parmense) Luigi Lucchi che, indossati i panni di mendicante e la fascia tricolore, cappello in mano, si è presentato di fronte al portone d’ingresso della Cattedrale di Parma per chiedere l’elemosina. La singolare protesta – che si è svolta sotto gli obiettivi dei fotografi e di fronte a molti curiosi – è stata attuata anche con il regalo di matite ai passanti e ai fedeli all’uscita della messa, in ricordo della strage nella sede parigina di Charlie Hebdo.
I tagli ai piccoli Comuni
Motivo della contestazione i tagli dello Stato nei confronti degli enti locali e, in particolare, a carico dei piccoli comuni. Il sindaco di Berceto, che in questo modo ha ironicamente chiesto l’elemosina per rimpinguare le casse comunali, non è nuovo a forme di “ribellione” choc e dissacranti. In passato – nella sua battaglia in difesa dei Comuni per sottolineare l’esiguità dei fondi a loro disposizione – si è fatto ritrarre in mutande con la fascia tricolore; non ha esitato a sostituire il ritratto del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano con quello di Papa Francesco e si è persino spostato a Roma per contestare la Tares. In quell’occasione avrebbe voluto rimanere in mutande davanti al Quirinale, ma venne fermato appena prima di spogliarsi.
Solidarietà ai “Forconi”
All’inizio di gennaio dello scorso anno, Lucchi – insieme ai sindaci di altri due paesi della collina parmense, Fornovo e Solignano – ha incontrato a Parma, vicino al casello dell’Autostrada, un gruppo di manifestanti del “Movimento del 9 dicembre”, i cosiddetti “Forconi“, che i tre primi cittadini emiliani definirono «persone esasperate e poco ascoltate» come se fossero «figli di un Dio minore». Nell’annunciare l’ultima protesta, Lucchi aveva spiegato domenica scorsa che «un Comune reso povero rende poveri, a loro volta, i propri cittadini. Per questo – aveva aggiunto – mi auguro di non essere solo e che questa manifestazione possa contribuire a portare dei cambiamenti». Sempre domenica il primo cittadino del comune parmense aveva annunciato anche la sua presenza a Roma, per incontrare il sottosegretario del ministero dell’Interno Giampiero Bocci e spiegare direttamente i motivi della base della sua contestazione.