
Telese sbatte il “mostro” in copertina e infanga i “cuori neri”
Home livello 2 - di Renato Berio - 20 Maggio 2015 - AGGIORNATO 20 Maggio 2015 alle 19:54
La copertina è un pugno nello stomaco. Un primo piano di Massimo Carminati, il “nero” cui è stata attribuito tutto il marcio della politica corrotta nella Capitale dimenticandosi allegramente del compagno di merende Salvatore Buzzi, amicone della sinistra istituzionale e non. E poi quel titolo “Cuori neri“. Il titolo di un libro cult per la destra italiana, scritto dal giornalista Luca Telese che ora lo ha ripubblicato con Sperling & Kupfer aggiungendo alle storie di 21 ragazzi uccisi un capitolo su Mafia Capitale. E poi c’è un sottotitolo ancora più ambiguo e offensivo: “Dal rogo di Primavalle a Mafia Capitale, storie di vittime e carnefici”. Ma i cuori neri erano solo vittime dimenticate nel 2006, quando il lavoro di Telese sfonda tra il pubblico di destra. Cosa c’entra il rogo dei fratelli Mattei con i loschi affari di Carminati e Buzzi? Cosa c’entra la morte di Zicchieri con la mafia a Roma? E Ramelli? E Falvella? E Mantakas? Perché questa diffamante giustapposizione? Ci si augura che siano proprio i familiari dei “cuori neri” di cui Telese racconta le tragiche storie a prendere le opportune iniziative, anche in sede legale, per difendere l’onorabilità e la memoria dei loro congiunti.
Con “Cuori neri” operazione di marketing di pessimo gusto
Resta la tristezza e l’amarezza per un’operazione di marketing editoriale di cattivissimo gusto. Quanto Cuori neri uscì non tutti furono contenti a destra: benché il libro avesse fatto circolare nel grande pubblico vicende condannate all’oblio dall’ideologia manichea di sinistra c’erano indubbiamente molti errori e c’era qualche inesattezza di troppo. Telese fu anche accusato di voler “lisciare il pelo” al centrodestra berlusconiano all’epoca al potere. Di sicuro i tempi sono cambiati, al posto del berlusconismo c’è oggi il renzismo e il “ritocchino” al libro fatto da Luca Telese pare porprio servire allo scopo di cancellare quel peccato editoriale di una decina d’anni fa: dare corpo letterario alle vittime neglette dal sistema. Bene, oggi si ricorda che ci sono stati anche i “cuori brutti”, i carnefici, i terroristi. Nel racconto renziano i fascisti cattivi servono e meglio se un cuore non ce l’hanno proprio. Questo è quanto, ai lettori l’arduo compito di farsi un’idea…
Telese: disapprovo la copertina e chiedo di cambiarla
Dopo le numerose proteste sui social lo stesso autore, in una lettera, rammenta di avere bocciato la copertina scelta dalla casa editrice Sperling&Kupfer ma di non essere stato ascoltato. Ora tornerà alla carica, anche sulla base dell’indignazione suscitata dalla nuova edizione. Resta il fatto che il capitolo in ci si parla di Mafia Capitale, e che la casa editrice presenta come un arricchimento della nuova edizione, è stato scritto da Telese e dunque l’accostamento tra storie molto diverse tra loro era già insito nel testo.
di Renato Berio