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Toti a tutto campo: “L’onda renziana è durata un solo anno”

Toti a tutto campo: “L’onda renziana è durata un solo anno”

Home livello 2 - di Redazione - 2 Giugno 2015 - AGGIORNATO 3 Giugno 2015 alle 09:41

«Abbiamo dimostrato che unito, il centrodestra può essere una alternativa alla sinistra. L’onda renziana è durata un solo anno. La Lega? Non ne sono ostaggio ora ne lo sarò mai». Il suo successo ha rilanciato anche Berlusconi? «Ci ha detto “siete stati molto bravi” e che la Liguria è l’esempio di quello che va dicendo da mesi e cioè che i moderati devono trovare una ragione sociale comune e che quando si mettono insieme sono irresistibili». Professione Toscano, socialista in gioventù, giornalista a Mediaset, Giovanni Toti è stato direttore di Studio Aperto e del Tg4.

Intervistato da “La Stampa”, il neo-governatore della Liguria spiega il suo progetto: «Metter subito mano al piano delle infrastrutture, in stallo da dieci anni, a partire dal Terzo Valico». Il sistema di potere di Burlando è stato pervasivo, ma Toti dice di essere «contrario alle epurazioni, ai repulisti, detesto il termine rottamazione, soprattutto su base ideologica. Però una cosa sia chiara: qui si cambia passo. qui si accelera. Non minaccio nessuno, non è nel mio dna. Ma se qualcuno pensa di mettersi di traverso, anche e soprattutto nella sanità, sappia che lo prego di mettersi di lato».

Per Toti la priorità è rimettere in sicurezza il territorio

Le alluvioni della Liguria sono uno dei motivi su cui, con buona probabilità, è franata la candidatura di Raffaella Paita. Il problema è che, a Genova, le grandi opere sono appena ripartite e ci vorranno anni per concluderle. «Intanto, bisogna far procedere i lavori il più in fretta possibile, lavorando 24 ore su 24. Poi un buon inizio è la pulizia degli alvei, dal Magra al Roja», spiega Toti.

Toti dice stop ai migranti: “Problema di Roma”

La situazione sociale in regione è amplificata dalla crisi dell’occupazione. «Intanto diciamo subito stop all’arrivo dei migranti: non possono essere le regioni a risolvere i problemi di Roma. Poi l’occupazione. Servono ricette urgenti che vogliamo mettere in campo. La prima: accelerazione sulle infrastrutture la cui mancanza isola la regione, a partire dalla Gronda. La seconda: uno sportello”burocrazia zero”, super-semplificazione per tutte le imprese, che devono essere accolte a braccia aperte e non invece con diffidenza, quasi fossero nemiche. Terzo: riduzioni mirate d’imposta nei settori strategici, dalle start up alle ristrutturazioni. Poi privatizzazione dell’aeroporto, che può dare di più, molto di più, per il nostro turismo».

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2 Giugno 2015 - AGGIORNATO 3 Giugno 2015 alle 09:41