
Immigrati: «Non c’è emergenza». Per il Viminale se la sono sognata i prefetti
Home livello 3 - di Valeria Gelsi - 22 Luglio 2015 - AGGIORNATO 22 Luglio 2015 alle 17:21
Dice che in Italia non c’è un’emergenza immigrazione, il prefetto Mario Morcone, capo del dipartimento immigrazione del ministero dell’Interno. E, per avvalorare la sua tesi, presenta «i numeri», perché «bisogna riportare i numeri alla realtà». Ma l’impressione è che coi numeri, Morcone, ci giochi un po’, dimenticando di mettere in conto quelli dello scorso anno e non facendo alcun accenno a quelli degli sbarchi che quotidianamente si continuano a registrare sulla nostre coste. L’ultimo, di queste ore, di altre 370 persone approdate a Palermo, dopo essere state salvate al largo della Libia.
Morcone dà i numeri
«Stiamo parlando di un Paese da 60 milioni di abitanti, con 8mila Comuni che devono gestire 80mila immigrati. In media si tratta di 10 migranti per Comune. Possiamo davvero parlare di emergenza?», ha sostenuto Morcone ad Agorà. A questi 80mila (ma fino a quale data di quest’anno arriva il conteggio?) vanno però aggiunti per lo meno i circa 170mila arrivi del 2014, un anno record per gli ingressi che nei primi quattro mesi dell’anno erano aumentati dell’823%. Dati forniti da Frontex, mica da qualche sito di propaganda razzista. Non solo, a gennaio di quest’anno, gli sbarchi sulle coste italiane erano già stati 3.528, molti di più dei 2.171 del gennaio da record del 2014.
L’allarme dei prefetti liquidato come «polemica estiva»
Ma tant’è, per Morcone non esiste un’emergenza e anche l’allarme lanciato dai prefetti non va poi enfatizzato più di tanto. Il presidente del sindacato dei prefetti, il Sinpref, Claudio Palomba ha lamentato che «i prefetti, i rappresentanti del governo sul territorio sono lasciati soli ad applicare le direttive del governo in tema di immigrazione, spesso in totale opposizione con altri rappresentanti dello Stato, in particolare i sindaci». «Siamo diventati bersagli, il governo ci tuteli», hanno chiesto i prefetti, aggiungendo che «non è ammissibile essere oggetto di attacchi da parte di altri rappresentanti istituzionali e non essere difesi dal governo» e avvertendo che «tuteleremo il nostro lavoro in ogni sede». Insomma, parole difficili da equivocare e che avrebbero meritato una risposta seria da parte delle istituzioni. Come ha risposto dunque Morcone, che a sua volta è prefetto? Ha preso atto che «sicuramente c’è forte disagio tra i prefetti italiani» e che «molti sono sotto pressione per l’afflusso dei migranti specie in Sicilia». «Ma credo – è stata la conclusione – che quella riportata sui giornali sia una polemica estiva che non rispecchia la situazione attuale».