
Azione Nazionale, (ri)nasce e si presenta la destra movimento
Home livello 2 - di Aldo Di Lello - 28 Novembre 2015 - AGGIORNATO 29 Novembre 2015 alle 08:05
C’erano mille persone, al Teatro Quirino di Roma, per la prima manifestazione di Azione Nazionale. Il nuovo soggetto politico si presenta come «movimento degli italiani». Già, movimento, non è una forzatura. Al Quirino s’è in effetti vista una destra diversa da quella a cui ci siamo abituati negli anni. È una destra senza leaderismi e senza gerarchie. Non c’è sfilata di nomenklature né di notabili. Una destra “extra-parlamentare” (ma non certo nel senso estremistico del termine). Protagonisti dell’evento, sul palco, amministratori locali e regionali, esponenti di categorie , sindacalisti, ricercatori, rappresentanti di associazioni. Sono spicchi eterogenei d’Italia, ma con il comune riferimento ai valori e alla cultura della destra. Sono giovani e hanno tanta voglia di ricostruire la destra e di sperimentare un nuovo modo di fare politica superando le macerie, i rancori, le delusioni degli ultimi anni. «Nasce un movimento, non nasce un partito», ribadisce Fausto Orsomarso, il portavoce di Azione Nazionale. Solo una destra «unita e forte, popolare e ragionata», dice sempre Orsomarso, «può ispirare la rinascita di un centrodestra aperto alla partecipazione e costruito dal territorio, davvero alternativo alla sinistra renziana e all’antipolitica, nei metodi e nei contenuti». Di qui il suo invito ai soggetti del centrodestra stesso a superare l’abitudine agli slogan urlati: «Fermatevi, riflettete, l’Italia va ricostruita».
Un altro punto emerso nella manifestazione è che la destra italiana «non è all’anno zero». Giovinezza, classe dirigente di quarantenni, volti e temi nuovi non vogliono dire «rottamazione» . Rottamazione è una trappola ideologica. Azione Nazionale intende inserirsi nella storia della destra italiana. E respinge il tentativo di rimozione di questa storia negli ultimi vent’anni, i vent’anni in gran parte rappresentati dalla vicenda di Alleanza Nazionale e della sua esperienza di destra di governo. È assurdo, per questi giovani, rinunciare a questo patrimonio di esperienza. Nessuno vuole “rifare” Alleanza Nazionale. I tempi sono cambiati e l’Italia sta vivendo una nuova stagione politica. Ma c’è una continuità ideale da salvaguardare. Non per rimpiangere il passato, ma per guardare avanti. L’intervento di Orsomarso è stato preceduto da quello di Pasquale Viespoli, presidente del comitato dei promotori di Azione Nazionale. Il passaggio del testimone ideale è evidente e ben esplicitato.. Viespoli evidenzia un contenuto ideale forte della destra di sempre: il senso dello Stato. Un principio oggi attualissimo. «Occorre ricomporre l’Italia», sottolinea. Senso dello Stato non vuol dire statalismo. Ma un principio cardine di direzione politica e sociale. «Un Paese senza Stato è un Paese senza unità». E la destra non può dirsi realmente «sovranista» se non recupera questa cultura.
Prima di lui ha parlato Roberto Menia. Il suo è stato un intervento forte e appassionato, ispirato ai valori nazionali. «Noi siamo i moderni patrioti e non ci accontentiamo dell’Italietta». Per Menia Azione Nazionale non sarà la destra del «politicamente corretto». «Ma non saremo nemmeno sguaiati. Non useremo le felpe». Occorre «allargare i confini della destra» e rivolgersi a quei 12 milioni di italiani che non votano più centrodestra. In sala ci sono Gianni Alemanno e Giuseppe Scopelliti. Dal palco ha portato il suo saluto, all’inizio dei lavori, Francesco Storace, che augura scherzosamente alla platea «buona destra a tutti» e poi ricorda che occorre «mettere anima nella politica». Anche Francesco Aracri (senatore di FI) saluta la platea di Azione Nazionale, insieme a Cinzia Bonfrisco. Intervistato da giornalisti Alemanno dice che «aver visto più di mille persone arrivare da ogni parte d’Italia è la dimostrazione che l’area di destra è viva e vitale e chiede rappresentanza. Azione Nazionale nasce per questo. Siamo contrari al verticismo che caratterizza l’attuale centrodestra , per questo vogliamo unire liste civiche, circoli locali, associazioni, società civile e utilizzare Internet, per creare una rete».
La manifestazione è durata tre ore ed è stata ricca di momenti intensi, come l’omaggio a Fabrizio Quattrocchi e il canto della Marsigliese in onore delle vittime del terrorismo islamico di Parigi. A inaugurarla sono stati Mario Ciampi e Marco Cerreto del consiglio direttivo del movimento, organismo composto anche da Gabriella Peluso, Michele Facci, Sabina Bonelli, Alessandro Urzì, Andrea Santoro, Gianluca Vignale, che sono anch’essi intervenuti nella manifestazione.