
Il Papa contro il liberismo selvaggio: «Precarietà e lavoro nero vergognosi»
Home livello 2 - di Corrado Vitale - 7 Novembre 2015 - AGGIORNATO 8 Novembre 2015 alle 01:46
La nuova puntata di Vatileaks addolora ma non impensierisce né intimorisce il Papa, che accelera sui temi sociali del suo magistero, entrando di prepotenza nei temi caldissimi delle pensioni e del mercato del lavoro. Nell’udienza con i dipendenti e i dirigenti dell’Inps, il Pontefice afferma che il mondo del lavoro è “piagato dall’insufficienza occupazionale e dalla precarietà delle garanzie che riesce a offrire”. Il Papa sottolinea che le “sfide” sono “sempre più complesse”. “Se si vive in una situazione di disoccupazione, precarietà, lavoro nero, come è possibile riposarsi? È vergognoso”. E come esempio, nell’udienza all’Inps, ha parlato di chi assume da settembre a prima dell’estate. Così “a luglio, agosto, e parte di settembre, riposi e non mangi!”.
Secondo il Papa l’economia “non può ricorrere a rimedi che sono un nuovo veleno, come quando si pretende di aumentare la redditività riducendo il mercato del lavoro e creando in tal modo nuovi esclusi”. Il Pontefice ha richiamato le parole della sua Evangelii Gaudium. “Il riposo e il lavoro – ha spiegato – sono collegati. Ti puoi riposare quando sei sicuro di avere un lavoro che dà dignità a te e alla tua famiglia. Il vero riposo – ha concluso Papa Francesco – è il lavoro”.
Sferzante è stato Bergoglio anche sul pensionamento. “No a rinegoziare età della pensione con estremismi aberranti”. Fino a qualche tempo fa – ha detto il Papa – era “comune associare il traguardo della pensione al raggiungimento della cosiddetta terza età” e invece “l’epoca contemporanea ha mutato questi ritmi. Da un lato l’eventualità del riposo è stata anticipata, a volte diluita nel tempo, a volte rinegoziata fino ad estremismi aberranti, come quello che arriva a snaturare l’ipotesi di una cessazione lavorativa”. Per il Papa occorre tutelare il diritto alla pensione, le sovvenzioni ai disoccupati, l’assistenza alla maternità. “Vostro difficile compito – ha detto il Papa rivolgendo un’esortazione ai dirigenti e ai dipendenti dell’Inps – è contribuire affinché non manchino le sovvenzioni indispensabili per la sussistenza dei lavoratori disoccupati e delle loro famiglie. Non manchi tra le vostre priorità un’attenzione privilegiata per il lavoro femminile, nonché quell’assistenza alla maternità che deve sempre tutelare la vita che nasce e chi la serve quotidianamente”