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Fermati i probabili complici dell’albanese ucciso da Sicignano

Fermati i probabili complici dell’albanese ucciso da Sicignano

Cronaca - di Robert Perdicchi - 4 Dicembre 2015 - AGGIORNATO 4 Dicembre 2015 alle 14:44

Sono stati fermati dai carabinieri di Monza tre albanesi amici di Gjergi Gjonj, il ladro 22enne ucciso lo scorso 20 ottobre con un colpo di pistola dal pensionato Francesco Sicignano a Vaprio d’Adda (Milano). Sono in corso gli accertamenti, coordinati dal pm di Milano Antonio Pastore, titolare dell’inchiesta, per chiarire se avessero partecipato al furto sfociato nella morte del 22enne. I carabinieri sono arrivati a loro attraverso intercettazioni telefoniche, in cui i tre albanesi parlavano frequentemente del connazionale ucciso da Francesco Sicignano. I tre albanesi sono stati fermati in un bar a Canonica d’Adda (Bergamo), un paese confinante con Vaprio d’Adda, che si trova invece in provincia di Milano. I furti di cui sono accusati sono avvenuti a Trezzano sul Naviglio (Milano) e nella Bergamasca, a Mozzo, Boltiere, Curno, Fara d’Adda e Pontirolo. Gjergi Gjonj avrebbe agito a Vaprio d’Adda insieme ad alcuni complici che, dopo la sparatoria, sono fuggiti. Non è chiaro, però, se si trattasse dei tre amici fermati dai carabinieri. Sicignano è indagato per omicidio volontario, ma presto l’accusa potrebbe essere derubricata in omicidio colposo con eccesso colposo in legittima difesa. Dagli accertamenti affidati dal pm Pastore al medico legale e ai carabinieri del Ris di Parma è emerso infatti che l’uomo potrebbe aver sparato all’albanese all’interno della casa e il 22enne, agonizzante, sarebbe riuscito a trascinarsi fino alle scale esterne, dove è morto. Una ricostruzione, dunque, diversa rispetto alle prime ipotesi investigative, secondo le quali Sicignano avrebbe sparato sulle scale esterne. Sono accusati di sei furti in appartamento commessi tra l’8 e il 16 novembre.

 

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4 Dicembre 2015 - AGGIORNATO 4 Dicembre 2015 alle 14:44