
Né destra né sinistra. Storica vittoria del partito nazionalista in Corsica
Esteri - di Gloria Sabatini - 15 Dicembre 2015 alle 18:34
So corsu ne so fieru. L’anima nazionalista della Corsica, l’italianissima Isola di Bellezza ceduta alla Francia da Genova nel 1768, domenica scorsa si è presa la rivincita sui partiti storici del “continente”. Con il 35,35% dei voti, la lista nazionalista unitaria Pè a Corsica si è aggiudicata il secondo turno delle elezioni francesi sconfiggendo la sinistra uscente e ottenendo un risultato storico (del quale la stampa italiana non fa quasi parola). Una vittoria rincorsa da 40 anni dai nazionalisti còrsi, che ha portato migliaia e migliaia di uomini e donne a festeggiare per le strade di Ajaccio e Bastia con caroselli, canti e l’immancabile bandiera còrsa con la testa di moro su campo bianco. «È la vittoria della Corsica e di tutti i còrsi», ha dichiarato il capo del partito nazionalista, Gilles Simeoni, da un anno sindaco di Bastia.
I nazionalisti còrsi primo partito
Il partito nazionalista, guidato da Gilles Simeoni, classe ’67, si è aggiudicato ben 24 seggi sui 51 del Parlamento di Ajaccio. Al secondo posto il partito di Paul Giacobbi (sinistra) con il 28,49% (12 seggi), al terzo posto la destra di José Rossi con il 27,07% (11 seggi) e infine il Front national di Christophe Canioni con il 9,09% (4 seggi). Si è rivelata vincente la strategia unitaria che al secondo turno ha visto raggruppati nella lista Pè à Corsica le liste degli autonomististi di Femu a Corsica e degli indipendentisti di Corsica Libera. La vittoria dà ragione a quella che Simeoni chiama «una volontà profonda di vera alternativa, una sete di democrazia, di sviluppo economico, di giustizia sociale». È servita una lunga marcia di 40 anni per arrivarci – ha detto il dirigente degli indipendentisti Jean-Guy Talamoni – «saremo gli eletti di tutto il popolo perché la Corsica non è una semplice circoscrizione amministrativa francese, ma un Paese, una nazione, un popolo».
Chi è il leader nazionalista
Figlio del medico Edmond Simeoni, uno dei padri del nazionalismo còrso e protagonista dei Fatti di Aleria del 1975, Gilles Simeoni inizia giovanissimo la sua attività politica come rappresentante degli studenti all’Università di Corte dopo aver aderito al movimento nazionalista A Mossa Naziunale. Nel 1981 viene eletto all’Assemblea di Corsica e nel 1983 diventa consigliere comunale a Bastia. Laureato in giurisprudenza (ha studiato a Corte in Corsica e all’Università di Aix-en-Provence), il leader dei nazionalisti còrsi è noto anche per essere l’avvocato difensore di Yvan Colonna, condannato per associazione a delinquere e all’ergastolo per l’attacco alla gendarmeria di Pietrosella (Corsica del Sud). Alle elezioni territoriali del 2010 Simeoni si candida presidente, la sua lista Femu a Corsica arriva terza dietro Camille de Rocca Serra (Ump) ottenendo al secondo turno il 21,57% di voti e 11 seggi. Un escalation di successi e sapienti “contagi” che hanno stemperato l’indipendentismo più radicale permettendo al partito nazionalista còrso di ottenere la straordinaria vittoria del 13 dicembre. Oltre la destra e la sinistra. Una vittoria che, dice il vecchio Edmond Simeoni, «viene dall’antica sete di libertà del popolo còrso, una libertà sempre cercata, mai negoziata».