
Gay, consigliere leghista sotto accusa per una frase choc. Lui nega: non l’ho mai detta
Home livello 2 - di Redazione - 10 Febbraio 2016 alle 17:57
“Se avessi un figlio gay gli darei fuoco”. Una frase che lascia interdetti. Pronunciata da un consigliere leghista della Regione Liguria, Giovanni De Paoli, durante un faccia a faccia con un gruppo di genitori di ragazzi omosessuali ascoltati dalla commissione Salute della Regione. Lo ha raccontato il presidente genovese dell’associazione Agedo Giovanni Vianello: “Quella frase mi ha gelato il sangue”. Secondo quanto riferito da Giovanni Vianello, la frase è stata pronunciata davanti ad altri due genitori, Manrico Polmonari e Stefania Gori. “Non so cosa faremo, potrebbe starci anche una denuncia, in fondo quel signore rappresenta una istituzione. Ma ripeto, io sono rimasto di sasso, mi è salito un brivido lungo la schiena. Non ho saputo rispondere”.
Il presidente della commissione Salute Matteo Rosso (Fratelli d’Italia) commenta così l’accaduto: “Quanto è stato riferito non è sicuramente accaduto in commissione, non lo avrei assolutamente permesso. Se avessi sentito quella frase in aula durante i lavori avrei bloccato subito tutto. In quel momento rappresentiamo le istituzioni, le nostre convinzioni non possono interferire”.
Invitato a chiarire l’accaduto e a scusarsi il consigliere De Paoli prima ha annunciato che non avrebbe chiesto scusa a nessuno e che quello era un pensiero riferito al suo privato poi ha diffuso una nota specificando di non avere mai detto “la frase che mi è stata erroneamente attribuita dagli organi di stampa, peraltro non presenti all’evento in questione. Al contrario la mia frase era esattamente opposta e nello specifico ‘se avessi un figlio gay non lo brucerei nel forno’ “.
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