
Saga Le Pen, Jean-Marie annuncia: «Pronto il nuovo partito anti-Marine»
Home livello 3 - di Valeria Gelsi - 27 Febbraio 2016 - AGGIORNATO 27 Febbraio 2016 alle 18:50
«Non, je ne regrette rien». Jean-Marie Le Pen intona Edith Piaf mentre parla del rapporto con la figlia Marine e annuncia, all’invita italiana, di avere già pronto il nome del partito che si dice pronto a fondare in competizione con il Front National.
L’esclusione dal FN? «Non si può giustificare»
È però un Jean-Marie più intimo che politico quello che emerge dal colloquio con la Repubblica, in cui si parla molto di caratteri incompatibili, bagagli d’esperienza, sentimenti calpestati e rimorsi, ma per niente di programmi. «Non capisco cosa giustifichi l’esclusione di Jean-Marie Le Pen che ha fondato il Front National e l’ha diretto per 40 anni», spiega il patriarca, parlando di sé in terza persona e concedendosi una riflessione sull’attualità solo quando, con una battuta cruda e feroce, dice che per quanto riguarda gli immigrati «Angela Merkel ha aperto le braccia e subito ha dovuto chiudere le gambe». «L’esplosione demografica – aggiunge – è il fenomeno del millennio. Sulla carta abbiamo già perso: saremo sommersi. Ma c’è l’imprevedibile: una gigantesca epidemia, un conflitto nucleare…».
I pronostici del patriarca Le Pen sulla figlia Marine
Per il resto tutti i pensieri sono legati a un’analisi che si direbbe quasi sentimentale della ormai difficilissima relazione politica e personale con la figlia. Non a caso, Jean-Marie descrive la rottura che si è consumata come «un addio tra marito e moglie». «Marine non ama essere contraddetta. Il suo difetto, se posso permettermi, è di non essere abbastanza democratica», prosegue l’anziano leader, che nel giugno di quest’anno compirà 88 anni. E ancora, «mia figlia non ha capito che ero il suo scudo. Senza di me, è più fragile ed esposta», dice, proseguendo con una spiegazione che dal campo della politica sconfina in altri territori, psicanalitici perfino. «Forse Marine pensa che deve calpestare i sentimenti per una causa superiore. Se vincerà, allora entrerà nella storia. Ma se così non fosse, come purtroppo temo, porterà con sé il rimorso fino alla fine dei suoi giorni». «Sono io che le ho create», conclude Le Pen riferendosi anche alla nipote Marion e affidando alla cronista un pensiero consolatorio: «Non ho mai sofferto: se qualcuno non mi ama più, smetto amare».