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Siamo in guerra, ma per la Procura di Varese il pericolo è l’apologia di fascismo

Siamo in guerra, ma per la Procura di Varese il pericolo è l’apologia di fascismo

Cronaca - di Guglielmo Federici - 24 Marzo 2016 - AGGIORNATO 24 Marzo 2016 alle 17:25

Per alcune frasi su Facebook che inneggiano al fascismo, considerazioni razziste e anche frasi virulente sull’immigrazione, 13 persone sono state denunciate nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Varese. Mentre tutta Europa trema di fronte al terrorismo e si attendono misure concertate a livello di intelligence per stroncare eventuali  attacchi  anche in Italia, ecco che è sorprendente constatare che la “minaccia” venga solo da alcuni siti su  Facebook secondo i livelli di indagine di slcue procure. Fb è  diventato ricettacolo di false notizie, sfogatoio di chiunque, piattaforma privilegiata per terroristi e pedofili, terreno di scontri minacce e insulti personali, ma il meccanismo di censura scatta a intermittenza. I controlli della polizia si sono concentrati, in particolare, su un gruppo sul social network chiamato “Vessilli neri-boia chi molla”. La pagina, con circa mille iscritti, avrebbe ospitato frasi e commenti che, secondo le accuse, costituirebbero apologia del fascismo o istigazione all’odio razziale. Tra i 13 denunciati ci sono gli amministratori del gruppo e utenti di Facebook, che sono stati individuati facilmente in quanto “ci hanno messo la faccia” pubblicando le frasi con il loro vero nome. Questi sarebbero il pericolo pubblico numero uno….

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24 Marzo 2016 - AGGIORNATO 24 Marzo 2016 alle 17:25