CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Per motivi di salute si allontana da casa, la ritrova occupata da un marocchino

Per motivi di salute si allontana da casa, la ritrova occupata da un marocchino

Cronaca - di Redazione - 7 Aprile 2016 - AGGIORNATO 7 Aprile 2016 alle 16:56

Si era allontanato dalla sua abitazione e quando è ritornato ha avuto l’amara sorpresa di trovare la sua casa occupata da una famiglia di marocchini. L’uomo assegnatario di una casa popolare è un invalido e il suo caso, sollevato dal Secolo XIX sta facendo discutere. Roberto Bolleri viveva con la madre ora defunta sin dal 2003 nell’appartamento di via  Napoli a La Spezia. L’uomo si era allontanato da casa per motivi salute ma al suo rientro ha trovato la casa occupata  da una famiglia formata da marito, moglie, suocera e tre figli «presumibilmente marocchini che non avevo mai visto».

Trova la sua casa occupata da marocchini e inizia lo sciopero della fame

L’uomo ha iniziato lo sciopero della sete e della fame, per riavere la sua casa. Non solo ha anche presentato una denuncia e ha chiesto l’intervento delle forze dell’ordine: purtroppo invano. «In mia assenza – ha denunciato – l’alloggio è stato occupato da una famiglia, che non conosco: sono cittadini stranieri, credo, originari del Marocco. Non lo so, e non importa: so solo che ho provato a rientrare, e mi hanno allontanato. A che titolo?». «Io sono l’inquilino, assegnatario, con contratto – ha spiegato Bolleri al Secolo XIX – mentre queste persone hanno fatto una occupazione abusiva, e non intendono uscire. Ma io, a costo di sentirmi male, rivoglio la mia casa». L’eco è arrivata al consigliere comunale Gino De Luca, che ha scritto subito al Comune: «È necessario che si chiarisca in fretta cosa sta accadendo, e che si ripristini una situazione di legalità».

L’inchiesta e le polemiche politiche

L’avvocato Cesare Bruzzi Alieti ha scritto alle autorità: segnalando una serie di reati commessi dagli occupanti, dalla violazione di domicilio al danneggiamento aggravato, all’invasione di edifici. Nonostante la flagranza di reato, ha contestato, l’assegnatario non è stato ancora immesso nel possesso della casa. È duramente intervenuta anche la consigliera regionale della Lega Nord Stefania Pucciarelli. Ma il Comune se n’è lavato le mani. L’assessore del Welfare Mauro Bornia ha detto chiaro e tondo che «essendo l’iter avviato di natura giudiziaria, dovrà essere l’autorità giudiziaria ad emettere il relativo provvedimento e «che il rientro  nella disponibilità dell’alloggio da parte del legittimo assegnatario è stimato in tre mesi».

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

7 Aprile 2016 - AGGIORNATO 7 Aprile 2016 alle 16:56