
Furbetti del cartellino a Biella: 33 indagati. Prima il timbro poi la palestra
Cronaca - di Robert Perdicchi - 30 Settembre 2016 - AGGIORNATO 30 Settembre 2016 alle 15:10
Si assentavano “sistematicamente ed ingiustificatamente” dal lavoro, senza registrare l’uscita, per svolgere attività non connesse al servizio, anche ludica. Trentatre dipendenti del Comune di Biella, tra cui un funzionario, sono indagati, a vario titolo, dalla Procura di Biella per truffa a danno dello Stato, peculato e falso. I furbetti del cartellino, secondo l’accusa, delegavano la timbratura del badge a colleghi compiacenti e utilizzavano automezzi di proprietà comunale per il disbrigo di commissioni personali. Le indagini dei carabinieri, su delega della Procura, sono cominciate lo scorso aprile, con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e video riprese in prossimità dei lettori badge installati all’ingresso di due sedi del Comune di Biella. Le indagini dei carabinieri proseguono e l’inchiesta, secondo quanto appreso, “potrà essere oggetto di ulteriori sviluppi”. A farla scattare sono stati gli accertamenti nei confronti di un dipendente sul conto del quale l’amministrazione aveva rilevato comportamenti anomali. Le indagini, sviluppatesi attraverso intercettazioni telefoniche e video riprese in prossimità dei lettori badge installati all’ingresso di due sedi del Comune di Biella, hanno permesso di accertare responsabilità penali a carico di 33 dipendenti che, a vario titolo erano soliti assentarsi sistematicamente e ingiustificatamente dal lavoro, senza registrare l’uscita, per svolgere attività non connesse al servizio, anche ludica come andare nelle sale giochi e svolgere attività sportiva; non si presentavano al lavoro delegando la timbratura del badge a colleghi compiacenti; utilizzavano automezzi di proprietà comunale per il disbrigo di commissioni personali.