
I genitori di Charlie si arrendono: “Niente cure negli Usa, ormai è troppo tardi”
Esteri - di Laura Ferrari - 24 Luglio 2017 - AGGIORNATO 25 Luglio 2017 alle 11:01
I genitori del piccolo Charlie Gard, il bambino britannico di undici mesi affetto da una rara malattia genetica, hanno rinunciato alla battaglia legale per tenere in vita il figlio contro il parere dei medici che lo hanno in cura. Chris Gard e Connie Yates hanno ritirato la loro richiesta all’Alta Corte di Londra di poterlo trasportare negli Usa per tentare una nuova terapia. Lo ha reso noto l’avvocato di famiglia, aggiungendo che secondo la coppia «per il piccolo è troppo tardi, il danno è stato fatto».
Minacce di morte contro i medici che hanno in cura Charlie
La vicenda di Charlie ha acceso gli animi anche tra i semplici cittadini. Dal Great Ormond Street Hospital nei giorni scorsi è stato segnalato che lo stesso staff dell’ospedale è stato vittima di ostilità e attacchi. «Gli operatori hanno ricevuto offese in strada e via web. Migliaia di messaggi sono stati inviati a medici e infermiere il cui lavoro di una vita è prendersi cura dei bambini malati. Molti di questi messaggi erano minacciosi, ci sono state minacce di morte», ha affermato la struttura in un comunicato, segnalando che a subire i contraccolpi di questa incresciosa situazione sono stati anche i famigliari dei piccoli ricoverati. «Abbiamo ricevuto lamentele per comportamenti inaccettabili persino all’interno dell’ospedale»; per quanto il caso di Charlie susciti forti emozioni, «non possono esserci scuse per il disturbo alla pace e alla privacy di famiglie e pazienti», scrive l’ospedale. Il Gosh è in stretto contatto con la Polizia Metropolitana, e garantisce il massimo impegno per assicurare alla giustizia i responsabili di simili comportamenti.