
Alemanno nel palazzo occupato da 300 clandestini: «Al via “Salviamo Roma”» (video)
Home livello 2 - di Federica Parbuoni - 27 Novembre 2017 alle 14:43
Amianto sul tetto, allacci dell’elettricità abusivi, spazzatura e sporcizia ovunque. Sono le condizioni in cui si trova l’ex scuola “8 marzo”, in via dell’Impruneta 51, al quartiere Magliana di Roma. Uno stabile che, nonostante sia già finito al centro delle cronache, resta occupato da 300 immigrati. Si tratta di una situazione di totale abbandono da parte delle istituzioni, che proprio per questo è stata scelta dal Movimento per la sovranità nazionale per lanciare la campagna anti-degrado “Salviamo Roma”.
La campagna anti-degrado “Salviamo Roma”
«Abbiamo voluto dare il via alla campagna “Salviamo Roma”, in cui coinvolgeremo i cittadini romani sollecitandoli a documentare con foto e video esempi di degrado nella Capitale», ha spiegato Alemanno, che ha svolto un sopralluogo nello stabile, documentandone l’estremo abbandono in un video. Nel palazzo, tra le centinaia di immigrati, vivono solo cinque famiglie italiane. Sono state loro a raccontare «dell’assenza di interventi da parte del Comune di Roma e della presenza di amianto sul tetto dell’edificio». Nel video, in particolare, un uomo accompagna Alemanno in un tour che restituisce le condizioni drammatiche in cui si trova il palazzo di via dell’Impruneta 51, fra mobili accatastati nei corridoi, sacchetti neri dei rifiuti e cumuli di eternit non protetti.
Dall’amianto al racket dei posti letto
«Mentre il governo si affanna per approvare lo Ius soli prima della fine della legislatura, si continua a tollerare l’invasione degli immigrati, continuando a caricare Roma di emergenze che non è più in grado di sopportare, perché si sovrappongono a problemi che marciscono da lungo tempo», ha sottolineato Alemanno, ricordando che il palazzo di questa prima tappa di “Salviamo Roma” è occupato dal 2007. «Come si possono illudere i romani che l’invasione dei nuovi arrivati sarà gestita e metabolizzata, quando esistono casi così gravi irrisolti da decenni?», ha domandato ancora Alemanno, richiamando anche una inchiesta del Corriere della Sera che denunciava proprio qui l’esistenza di un «racket dei posti letto». «Dall’esterno si vedono cavi che partono dalle finistre e che fanno presumere attacchi illeciti, utenze di ogni tipo, decine di parabole satellitari. All’interno, un cortile condominiale dove sono parcheggiate anche auto di grossa cilindrata. Sono presenti le cassette della posta dove regolarmente i residenti ricevono la corrispondenza. Come è possibile – ha concluso Alemanno – se l’edificio è stato messo sotto sequestro?».