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Arabia Saudita, cancelli aperti anche alle donne: venerdì tutte allo stadio

Arabia Saudita, cancelli aperti anche alle donne: venerdì tutte allo stadio

Esteri - di Lara Rastellino - 8 Gennaio 2018 alle 15:41

Dopo il permesso di mettersi al volante di un automobile, le autorità saudite rompono un altro storico tabù e, soprassedendo ai rigidi dettami comportamentali imposti dalla shaaria e dalla nomenclatura propedeutica a secoli e secoli di convenzioni sessiste, apre i cancelli degli stadi anche alle donne. Per la prima volta, infatti, anche loro potranno assistere dagli spalti a una partita del campionato di calcio locale. E quanto accaduto nel giugno di 3 anni fa a Teheran, quando la ragazza anglo-iraniana Ghoncheh Ghavami, è stata arrestata e condannata a un anno di prigione per aver provato ad assistere a una partita di pallavolo maschile della World League, non dovrà più ripetersi: almeno non in Arabia Saudita.

Arabia Saudita, stadi aperti anche alle donne

Dunque, a partire da questo mese – e come annunciato nel corso del 2017 – per la prima volta in Arabia Saudita le donne potranno assistere alle partite del campionato professionistico di calcio in diversi stadi. Il match “evento”, allora, quello dell’esordio, o meglio dell’ingresso agli spalti delle donne, è in programma venerdì al King Abdullah International Stadium di Gedda e vedrà fronteggiarsi Al-Ahli e Al-Baten. Non solo: come ha annunciato in una nota il Centro per le comunicazioni internazionali, legato al ministero saudita della Cultura e dell’Informazione, oltre alla partita di venerdì, le donne potranno assistere anche ad altri due incontri: quelli tra Al-Hilal e Al-Ittihad, in programma sabato nella capitale Riad, e tra Al-Ittifaq e Al-Faisaly, previsto giovedì 18 gennaio a Dammam.

Per loro si aprono gli stadi di Riad, Gedda e Damman

La svolta era stata annunciata lo scorso ottobre dall’Autorità generale per lo Sport della monarchia del Golfo che, nell’illustrare i termini della “concessione” estesa anche alle tifose saudite, aveva anche spiegato che, con l’inizio del nuovo anno, alle donne sarebbe stato permesso entrare specificatamente in tre impianti del regno: il King Fahd Stadium della capitale Riad, il King Abdullah International Stadium di Gedda e il Prince Mohammed Bin Fahd Stadium di Dammam. Ma, come noto, una rondine non fa primavera: l’Arabia Saudita resta comunque il Paese della segregazione dei sessi, dove molti edifici hanno ingressi separati per donne e uomini ed è il Paese in cui le donne sono sottoposte al sistema della tutela: affidata ai “guardiani” delle saudite – i padri, i mariti, i fratelli – che devono concedere loro il permesso anche per studiare o viaggiare. Entrare allo stadio, insomma, è forse l’ultima dei desideri che, se le saudite avessero potuto, probabilmente avrebbero chiesto di poter vedere esaudito…

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Ci sono 2 commenti

  1. Francesco Ciccarelli ha detto:

    Non sarà che hanno permesso alle donne di guidare per scagliarle contro la folla nelle nostre città? Comunque, se si presentassero negli stadi vestite col burka, rischierebbero di intimorire i loro beniamini!

  2. Francesco Desalvo ha detto:

    Ogni cosa ha un inizio
    gutta cavat lapidem

8 Gennaio 2018 alle 15:41