
Sanità, tagli a raffica. A farne le spese sono gli infermieri: ne mancano 50mila
Cronaca - di Paolo Sturaro - 7 Marzo 2018 alle 14:55
Sono tra gli operatori della sanità più apprezzati dai cittadini, ma sono anche troppo pochi. Gli infermieri, anello fondamentale dell’assistenza sanitaria, sono 50mila in meno in Italia rispetto alle esigenze del settore. Sarebbero necessari, infatti, almeno altri 20mila in ospedale e circa 30mila per rendere efficiente l’assistenza continua sul territorio. Ma potrebbero diventare 70mila entro 5 anni gli operatori mancanti. È il quadro illustrato durante il primo congresso della Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche (Fnopi), in corso a Roma. Il numero di infermieri – come quello di tutte le professioni sanitarie – continua ogni anno a calare, per i risparmi di spesa a cui sono costrette le Regioni e dal 2009 al 2016 se ne sono persi, appunto, oltre 12mila. La carenza di personale significa spesso servizi meno efficienti per i cittadini, ma anche carichi di lavoro elevati per chi deve garantire l’assistenza.
Cari Pino, son marito di un medico prontosoccorsista e conosco bene la realtà in cui lavorano. Qua si parla di infermieri, ma è solo un lato della medaglia. Mancano si infermieri, ma soprattutto medici. Si lavora con 3/4 medici sotto organico e con turni massacranti, rientri anticipati, notti in singolo, accessi in Pronto Soccorso dei quali quasi il 50% mandati INUTILMENTE da medici di base introvabili o incompetenti che non si assumono alcuna responsabilità (ma quelli beccano 5.000,00 euro al mese senza alcun e delegano tutto al pronto soccorso). Attrezzature inadeguate e surclassate, un medico impiega più tempo a scrivere scartoffie di quanto possa usarne per visitare. Non esiste più presidio di polizia negli ospedali e medici ed infermieri devono, a proprio rischio e pericolo, sedare ubriachi violenti e tossici in crisi d’astinenza. “Dulcis in funda” si prendono denunce a destra e a manca per qualsiasi motivo vero o falso che sia. Se i ns medici ed infermieri se ne vanno all’estero (strada che tra l’altro anche io e mia moglie abbiamo percorso, ma siamo rientrati a causa della Brexit) non è solo, anche se ovviamente molto importante, il fattore remunerativo, ma anche il rispetto che in altri paesi si ha per la categoria ospedaliera. In italia si è insultati e presi di mira dagli utenti e da primari che pensano alla poltrona, all’estero primari e medici sono tutti parte integrale di un unica unità e cooperano.
Spero di aver in parte spiegato il perchè di tale deficienza nel reparto ospedaliero e sanitario
Vero mancano molti infermieri. Ma quelli che c’erano dove sono andati a finire ? Non li sentiremo piu’ con quei rumorosi zoccoli di legno che tenevano svegli quei poveri malati in emergenza durante le lunghissime attese per essere visitati ,nella fattispecie del San Giovanni . Forse pagandoli bene se ne potrebbero recuperare piu’ di 50.000. Che ve ne pare ?