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Prescrizione, Ciro Maschio (FdI): «Da Bonafede una forzatura irresponsabile»

Prescrizione, Ciro Maschio (FdI): «Da Bonafede una forzatura irresponsabile»

Home livello 2 - di Redazione - 14 Novembre 2018 alle 16:28

Prescrizione e anticorruzione sono temi caldi su cui si è aperta una crepa anche nella maggioranza di Governo. Ne parliamo con  Ciro Maschio, componente di Fratelli d’Italia  della Commissione Giustizia alla Camera.

Nei giorni scorsi in commissione Affari Costituzionali e Giustizia c’è stata una dura protesta delle opposizioni e di Fratelli d’Italia in particolar modo. Ci spiega il perché? 

“È  successo che da diverse settimane stiamo lavorando a un ddl su corruzione e trasparenza e quando i nostri lavori si stavano avviando al termine, il governo col cavallo di Troia di un emendamento fuori tema, ha voluto far votare una proposta di legge completamente diversa e mai discussa e approfondita”.

La sospensione della prescrizione.

“Esattamente. Quella del ministro Bonafede è stata una forzatura irresponsabile che ha ampliato il perimetro della materia in discussione e che ha destabilizzato per giorni i lavori della commissione e la sua stessa maggioranza, in attesa poi che solo un vertice dei due vicepremier chiarisse cosa fare di questo emendamento che non è affatto secondario rispetto al resto del provvedimento. Inaccettabile poi che sempre il ministro abbia comunicato con una diretta Facebook il risultato del vertice anziché venire a riferirlo personalmente in Aula e in Commissione”.

Fratelli d’Italia contesta solo il metodo o anche il provvedimento stesso?

“Entrambe. In primis contestiamo il metodo perché siamo stati a lungo ostaggio di una maggioranza incapace di trovare una sintesi su un argomento così importante. Evidente poi l’incapacità con cui sono state mal gestite le riunioni della Commissione i cui lavori sono stati avviati anche mentre era in corso un vertice di maggioranza che avrebbe dovuto decidere proprio le sorti di questo emendamento. E come se ciò non fosse già di per sé sufficiente, penso anche al ritiro dell’emendamento stesso e alla sua ripresentazione con titolo diverso. Sono stati usati dei trucchetti indecenti da parte di chi si definisce governo del cambiamento”.

FdI in questi giorni ha detto che stanno avvenendo dei giochi di palazzo sulla pelle dei cittadini.  

“Al Senato la Lega aveva forzato la mano col voto di fiducia sul dl sicurezza e ora alla Camera i 5 Stelle hanno voluto rispondere mettendosi al collo la “medaglia” sulla prescrizione. Il risultato però è una inutile presa in giro dei cittadini. La sospensione della prescrizione infatti se mai dovesse venir approvata, entrerebbe in vigore solo dal 2020 e a seguito della approvazione di una ‘solo’ annunciata futura riforma del processo penale. E anche questa, non si sa se si farà, quando e come”.

Facciamo un piccolo passo indietro. Mi diceva che Fratelli d’Italia contesta sia il metodo usato dal governo e in particolar modo dal M5S che il provvedimento stesso. Veniamo al provvedimento.

“In Italia il problema è la oramai sistematica eccessiva durata dei processi. Non lo scopriamo noi, né lo scopre questo governo. Riteniamo che sia ingiusto che i cittadini debbano attendere tempi così lunghi per una sentenza definitiva o che nella lentezza dei procedimenti stessi nel frattempo i reati si prescrivano. Ma altrettanto ingiusto sarebbe lasciare sulla “graticola” della mala giustizia un cittadino che ricordo è innocente fino alla sua condanna definitiva”.

E allora quale è la soluzione? Quali sono le proposte di Fratelli d’Italia?

“Dobbiamo intervenire per ridurre la durata dei processi. Occorrono risorse, assunzioni e misure organizzative per consentire ai Tribunali di smaltire rapidamente il carico dei fascicoli pendenti. Su tutto questo siamo disposti a sostenere il Governo e a vigilare e sollecitare affinché questi investimenti si facciano realmente e presto. Se risolviamo il problema della durata dei processi non serve mettere mano alla prescrizione con norme propagandistiche che rischiano di ottenere l’effetto contrario, facendo durare ancora di più i processi, come hanno affermato anche autorevoli magistrati e giuristi nelle audizioni in commissione.

E cosa pensa Fratelli d’Italia del ddl “Spazzacorrotti”? 

“Per storia e tradizione noi siamo da sempre in prima linea nella lotta alla corruzione e per questa ragione non siamo contrari ad inasprire le pene e ad introdurre nuovi reati per alcune fattispecie. Presenteremo alcuni emendamenti su alcune delle norme proposte che sono a rischio incostituzionalità e che creano squilibri eccessivi tra diverse fattispecie criminose. Al tempo stesso ricordiamo che una delle cause della corruzione nel nostro sistema è l’eccessiva burocrazia, nelle cui radici si annidano infinite opportunità per i corrotti. Semplificare questa burocrazia attraverso una riforma della pubblica amministrazione non solo faciliterebbe la vita dei cittadini e delle imprese – soprattutto quelle piccole e medie – ma permetterebbe anche di ridurre la corruzione con una conseguente crescita economica del sistema Italia”.

In questi giorni si parla molto anche di trasparenza dei partiti.

“È  assolutamente giusto che anche da parte dei partiti ci sia la massima trasparenza ma proprio per questa ragione riteniamo che la si debba pretendere anche da quelle “piattaforme” e da quelle “società” in cui si determina la linea politica del Movimento 5 Stelle e non solo per i partiti “normali” che già oggi sono gravati da norme e procedure burocratiche molto stringenti ed onerose”.

In conclusione?

“Questa settimana sarà decisiva. Fratelli d’Italia, come annunciato anche da Giorgia meloni, darà battaglia in Commissione e in Aula sugli emendamenti. Vogliamo capire se il Governo vuole fare solo propaganda o se vuole accogliere con buonsenso gli emendamenti con le nostre proposte migliorative. Vogliamo processi rapidi e giusti e non cittadini sottoposti a processi senza fine e senza prescrizione. Chiediamo lotta alla corruzione e più trasparenza con minor burocrazia e senza limitare la libertà e la privacy di quei cittadini che vogliono impegnarsi e sostenere la politica senza subire al contempo vessazioni e discriminazioni”.

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14 Novembre 2018 alle 16:28