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Strage di Bologna, Fratelli d’Italia: «Vergognoso servizio a “Chi l’ha visto?”. La Rai rimedi»

Strage di Bologna, Fratelli d’Italia: «Vergognoso servizio a “Chi l’ha visto?”. La Rai rimedi»

Politica - di Elsa Corsini - 18 Luglio 2019 - AGGIORNATO 19 Luglio 2019 alle 11:31

«Il servizio sulla strage di Bologna di Chi l’ha visto? andato in onda il 17 luglio ha deformato la ricostruzione dei fatti, e per questo presenteremo un quesito in commissione di Vigilanza Rai». Parola di Federico Mollicone, deputato di Fratelli d’Italia e componente la commissione Vigilanza di viale Mazzini, e di Paola Frassinetti.

Mollicone e Frassinetti: «La Rai ripari»

«Il servizio  – spiegano i parlamentari – non ha riportato con completezza l’esito delle perizie sull’esplosivo affidando all’avvocato di parte civile e a Bolognesi il commento distorcendo l’esito dei periti». Carte alla mano Mollicone e Frassinetti elencano alcune fonti “preziose”. totalmente ignorate dalla redazione del programma in onda su Rai3. «Per completezza giornalistica e maggiore veridicità storica, sarebbero dovuti essere intervistati l’avvocato Valerio Cutonilli e il giudice Rosario Priore, autori del libro I segreti di Bologna, che sostengono una tesi contraria sul corpo scomparso di Maria Fresu, ed Enzo Raisi, già deputato componente della commissione Mithrokin, che nel saggio Bomba o non bomba fornisce uno scenario alternativo sulla strage».

Disinformazione culturale e giornalistica

Inoltre – osservano i parlamentari di FdI – il programma omette di riferire evidenze oggettive «che un servizio giornalistico del servizio pubblico non può permettersi di alterare o omettere: la richiesta degli avvocati della difesa Cavallini di accedere ai documenti dei servizi segreti riguardanti il capo centro di Beirut nei periodi prima e dopo l’arresto di Abu Saleh e in quelli antecedenti e posteriori alla strage; l’omissione della nuova perizia che ha escluso in modo categorico la capacità dell’ordigno di causare la disintegrazione dei corpi, quindi avvalorando le tesi alternative a quelle mostrate nel servizio; l’attribuzione a Picciafuoco di essere stato nei Nar, quando la sentenza di assoluzione definitiva ha escluso la militanza; il mancato inserimento dell’intervento pubblico di Gero Grassi, già deputato componente della commissione di inchiesta su Moro, nel quale ha dichiarato di aver visionato i documenti da Beirut che sono alternativi alla tesi processuale. Non vengono, inoltre, citati i recenti atti parlamentari presentati sul tema e le nuove importanti evidenze emerse». Sulla strage di Bologna (come su altre stragi che hanno insaguinato l’Italia del dopoguerra) la verità è ancora sommersa di letture aprioristiche e ideologiche ammantate di obiettività giornalistiche. «Nel quesito chiederemo – si annuncia nel comunicato stampa – se la direzione editoriale di Rai3, in occasione del 2 agosto, non ritenga necessaria la produzione di un servizio che ripari a queste omissioni e fornisca completezza dello scenario. Lo dobbiamo alle vittime e alla verità storica di quel periodo che non può considerare l’Italia fuori dallo scenario internazionale».

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di Elsa Corsini - 18 Luglio 2019