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«Don Massimo Biancalani pensa solo ai migranti. Cacciatelo». I parrocchiani non ne possono più

Cronaca - di Mia Fenice - 20 Ottobre 2019 - AGGIORNATO 21 Ottobre 2019 alle 09:55

Don Massimo Biancalani finisce ancora una volta sotto i riflettori. Ma questa volta non per le sue battaglie contro Matteo Salvini.  I parrocchiani di Ramini chiedono al vescovo la sua rimozione da parroco di Vicofaro e l’arrivo di un nuovo sacerdote. Don Massimo Biancalani è diventato famoso per aver spalancato le porte ai migranti e per i suoi attacchi contro Salvini quando era ministro. E i fedeli si ribellano, come si legge su La Nazione. «Non vengono più fatte le estreme unzioni, il coro è stato cancellato, i pochi bambini che seguono il catechismo sono costretti a stare in chiesa o nei locali della Misericordia. Altri si sono trasferiti in altre parrocchie».

Don Biancalani finisce sott’accusa

E poi ancora: «Non solo, nel corso di un funerale, lo scorso luglio, l’acquasantiera della chiesa si presentava come un posacenere. Le biciclette spesso vengono lasciate appoggiate all’altare della sacrestia» continuano a raccontare i fedeli, giunti a un punto di non ritorno. «Il vescovo Tardelli, che ci ha incontrati lo scorso febbraio, ci aveva anche chiesto il massimo riserbo sulla questione e detto che sarebbe intervenuto in prima persona organizzando una riunione in chiesa insieme a don Massimo Biancalani. Siamo a ottobre e nessuno si è fatto vivo mentre la comunità parrocchiale è praticamente distrutta».

L’appello al vescovo

E infine concludono: «Non organizza più la festa della parrocchia perché lamenta l’assenza di soldi. A volte si dimentica anche delle messe a suffragio dei defunti e dei funerali. A questo punto chiediamo che venga rimosso e che il vescovo ci ascolti».

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C'è un commento:

  1. Gianni53 ha detto:

    Nihil Novi sub sole. Questo parroco propone nel proprio piccolo il modello della Chiesa di questo controverso Papà, per cui hanno diritto alla cristiana misericordia solo i clandestini, a discapito di tutti e tutto. Poco importa se tutt’intorno è uno scempio, se i disagi sociali degli italiani non meritano alcuna attenzione; poco importa se ormai siamo preda della mafia nigeriana e dei sistematici attacchi all’arma bianca ad inermi cittadini o alle forze dell’ordine; la parola d’ordine è difendere ad oltranza l’immigrato : noi possiamo anche scomparire, è bene che c’è ne facciamo una ragione

di Mia Fenice - 20 Ottobre 2019