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Muro

Parla Giorgia Meloni: “Quel Muro che c’è ancora, nelle scuole negano la Storia”

Esteri - di Francesco Storace - 3 Novembre 2019 - AGGIORNATO 3 Novembre 2019 alle 10:16

Quanto influì il Magistero di Karol Wojtyla?

“Fu fondamentale. La lezione di Papa Giovanni Paolo II fu alla base anche della nascita di Solidarnosc. Dopo la rivoluzione ungherese del ‘56 e il sacrificio di Jan Palach a Praga, le agitazioni ai cantieri di Danzica furono decisive: operai che manifestavano contro un regime comunista. La dimostrazione definitiva che il “sol dell’avvenire” non era mai esistito e il sistema sarebbe imploso di lì a poco”.

Il nemico è ancora il comunismo?

“La sinistra ha sostituito l’internazionalismo comunista con quello del globalismo politicamente corretto. Il primo con l’intento nobile di affrancare i poveri ha sterminato milioni di persone. Il secondo fa il gioco delle grandi multinazionali e della grande finanza, massacrando i più deboli. E la chiamano sinistra.

Gli sconfitti dalla storia

Come in tutti i totalitarismi però l’obiettivo è lo stesso: plagiare le menti e chiudere la bocca a chi non si allinea.

Gli strumenti di oggi sono più subdoli, a partire dalla censura sui social network.

Certo poi c’è ancora qualche rudere dell’antifascismo militante che usa i vecchi metodi, ma quelli sono sconfitti dalla storia”.

Un valore conculcato nella storia che sia ancora da recuperare. E come?

“L’amore per la propria identità. Tentano di conculcarlo ma l’identità è come un fiume carsico, ogni tanto riemerge perché è un valore insopprimibile dell’uomo, è ciò che ci definisce e che non ci potranno mai togliere. E non è un caso che i più forti richiami all’identità in Europa arrivino proprio da quelle nazioni che hanno conosciuto decenni di dominazione sovietica, in cui i simboli nazionali e religiosi sono stati azzerati nel nome di un’ideologia perversa e sanguinaria.

Nelle scuole il Muro negato

La nostra sfida è recuperare le identità affinché una nuova Europa di nazioni libere e sovrane possa rinascere cooperando e non consegnandosi ai burocrati di Bruxelles”.

Quella storia è conosciuta nelle scuole?

Non abbastanza. È la parte inattuata della legge che ha istituito il 9 Novembre come Giorno della Libertà. Non solo sono poche le celebrazioni istituzionali, ma sono nulli i momenti di approfondimento nelle scuole.

Sulle foibe per il 10 febbraio la sinistra spesso invita nelle scuole quelli dell’ANPI: non possono più negare l’evidenza e quindi cercano di raccontare quella storia a modo loro, minimizzando le responsabilità dei partigiani comunisti titini. Sul 9 Novembre oggettivamente sarebbe difficile persino per loro e allora si sceglie il silenzio tombale. Se non c’è mai stato il muro non serve spiegare perché c’era e quindi nemmeno che il comunismo era cattivo. Ma quando torneremo al governo ci penseremo noi. Con buona pace di Sassoli e di quelli che a sinistra hanno fatto di tutto contro la risoluzione europea che equipara i crimini del comunismo a quelli del nazismo”.

 

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C'è un commento:

  1. Carlo Cervini ha detto:

    Altro che un muro, c’è una montagna, la Dc , dopo il ’68 a lasciato alla peggiore sinistra la cultura, la scuola e l’Università e da allora i “cattivi maestri comunisti & affini” hanno cancellato la storia vera per riempire la testa dei giovani delle loro panzane, dall’egualitarismo alla droga libera, dall’accoglienza alla redistribuzione delle risorse al furto del risparmio ecc…………..Bisognerebbe chiudere tutto e ripartire da zero !

3 Novembre 2019 - AGGIORNATO 3 Novembre 2019 alle 10:16