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epa07887753 A customer smokes a joint in the patio at Lowell Cafe, the first cannabis cafe to open in the US, on opening day in Los Angeles, California, USA, 01 October 2019. Lowell Cafe is the first cannabis cafe in the US, it will serve food, coffee, pre-packaged edible cannabis, cannabis flowers and other products. California legalized the recreational use of cannabis in November 2016.  EPA/ETIENNE LAURENT  ATTENTION: This Image is part of a PHOTO SET
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Droga light, pressioni dei grillini sui tecnici del Senato. Allarme “sballo” degli scienziati

Politica - di Marta Lima - 15 Dicembre 2019 - AGGIORNATO 16 Dicembre 2019 alle 10:53

Le fonti danno per certo un pressing indegno sul Palazzo per favorire la manovra salva-droga. Con il tentativo dei Cinquestelle di condizionare i “tecnici” del Senato nella loro valutazione imparziale sull’emendamento sulla cannabis-light. “Il governo sta lavorando alla chiusura del maxi emendamento così come approvato dal Senato. Rispettiamo la Carta e le procedure previste, ciononostante su alcuni emendamenti specifici già passati in manovra, come ad esempio la canapa, ci auguriamo non vi sia da parte della Presidenza del Senato alcuna mannaia di natura politica”. Le fonti del M5S – all’Adnkronos – fanno esplicito riferimento alla possibile valutazione dell’ammissibilità e parlano di “gravità” di una eventuale bocciatura dello stesso.

Anche l’ex capo anti droga di Palazzo Chigi dice no

Gli scienziati, anche quelli che lavoravano nel Palazzo, sono tutti d’accordo. “Un disastro politico che calpesta le evidenze scientifiche sugli effetti negativi della cannabis. E che non fa altro che favorire un business sulla pelle dei cittadini”. Il professor Giovanni Serpelloni, già capo dipartimento anti-droga della Presidenza del Consiglio, attualmente senior fellow all’University of Florida, Drug Policy Institute, è durissimo. E in una intervista all’Occidentale boccia l’emendamento approvato in Senato che dà il via libera alla cannabis light in Italia.
“Innanzitutto l’emendamento non permette comunque la vendita di cannabis per uso umano lasciando intatta l’ipocrisia di negozi che vendono sì droga, ma non per essere utilizzata dagli uomini che la comprano. Dal punto di vista scientifico la percentuale dello 0,5% vuol dire che in un grammo di vegetale possono esserci fino a 5 milligrammi di Thc. Ebbene questa quantità di Thc è quello che viene definitivo in termini tossicologi ‘dose minima drogante’. Quindi assumendo tale quantità di sostanza si hanno effetti psicoattivi su coordinamento, guida dei veicoli e percezione della realtà. In una scatoletta di 8 grammi di vegetale, una di quella in commercio nei nuovi negozi, vi sono fino a 40 milligrammi Thc. Faccio presente che uno spinello medio ne contiene 25 milligrammi”.

La lobby dei venditori di droghe leggere

Poi Serpelloni denuncia l’esistenza di una lobby dei venditori di droghe leggere. “Questa è una operazione di marketing sulla pelle dei cittadini messa in atto attraverso una variazione rocambolesca in Finanziaria volta a legittimare i negozi di cannabis light, una rete commerciale preparata in vista della legalizzazione della cannabis potenziata. Del resto le persone impegnate nella rete commerciale di vendita della cannabis cosiddetta light, sono le stesse che propongono la legalizzazione della cannabis potenziata. Insomma, un emendamento dell’ultima ora per annullare gli effetti della sentenza della Cassazione che riconosceva e contrastava il pericolo delle false vendite di vegetali destinati in realtà all’uso umano”.

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C'è un commento:

  1. Francesco Ciccarelli ha detto:

    I gruppi pro droga libera sono l’altra faccia delle mafie e dei “cartelli” del narcotraffico? Si dice che a pensare male si indovina sempre.

di Marta Lima - 15 Dicembre 2019