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Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla Caritas Diocesana dove con l’arcivescovo metropolita mons. Filippo Santoro ha condiviso la cena di Natale con le persone ospitate dalla struttura, Taranto, 24 dicembre 2019.
ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/FILIPPO ATTILI
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Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, alla Caritas Diocesana dove con l’arcivescovo metropolita mons. Filippo Santoro ha condiviso la cena di Natale con le persone ospitate dalla struttura, Taranto, 24 dicembre 2019. ANSA/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI/FILIPPO ATTILI +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

Ex Ilva, Conte “sfila” a Taranto: «Lo Stato ci mette la faccia». Ma per ora si è sempre fermi alle promesse

Politica - di Redazione - 25 Dicembre 2019 - AGGIORNATO 26 Dicembre 2019 alle 17:28

Il presidente del Consiglio continua a parlare di un futuro non distante. Ma sempre di là da venire. Il riscatto della città di Taranto? Ci sarà. Lo scioglimento del nodo ex Ilva? Pure. Tutto in fieri sulla base di promesse per un domani. «Stiamo lavorando al piano industriale. Abbiamo ormai confermato che ci sarà il coinvolgimento dello Stato. Lo Stato ci metterà la faccia in questo progetto industriale. Lo vogliamo rendere sempre più decarbonizzato», ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, parlando dell’ex Ilva con i giornalisti a Taranto. Un appuntamento, quello del premier con la stampa, tenuto dopo la visita nell’ospedale Santissima Annunziata, dove ha incontrato i parenti dei piccoli ricoverati e gli stessi degenti del reparto di oncoematologia pediatrica. Un incontro che Conte ha presieduto al piano rialzato poiché, proprio in occasione della sua visita, c’è stato un lutto per la morte di un bambino di 10 anni. Un meeting che ha preceduto di poco la visita istituzionale nello stabilimento siderurgico…

Conte, ex Ilva: «Lo Stato ci mette la faccia»

«Lo Stato è una garanzia per tutti, anche per il controllo interno allo stabilimento produttivo e una garanzia per le comunità cittadina e nazionale», ha ribadito a più riprese Conte parlando con la stampa. Rivolgendosi ai tarantini. Alludendo a un Paese intero ancora in attesa di risposte su moltissimi punti all’ordine del giorno nell’agenda del governo. A partire dalla crisi dell’ex Ilva. riguardo la quale, il premier ha sostenuto. «Abbiamo già delle misure approvate. Altre le stiamo mettendo a punto. Nel complesso sta venendo fuori una bella risposta che offriamo per il rilancio di questa città. Sono molto fiducioso, perché l’Italia è una nazione del G7. Ed è impossibile che l’Italia non riesca a rilanciare una città», ha aggiunto il premier parlando con i giornalisti a proposito del “cantiere Taranto” (il decreto legge).

Una passerella politica?

«Se il sistema Italia si concentra e decide che è venuta l’ora del riscatto di Tarantostate tranquilli che il riscatto ci sarà. Sono venuto un po’ di tempo fa – ha proseguito –. Avevo promesso che il sistema Italia e il governo per primo avrebbe lavorato per restituire a questa comunità quel che merita. Quel che non ha avuto nei decenni passati. Per cercare anche di alleviare le sofferenze che si sono sedimentate e che sono aumentate nel corso del tempo». E a chi gli ha chiesto di replicare all’accusa di voler fare una passerella politica, Conte ha risposto: «Se voi non ci foste, non sarebbe una passerella. Io non vi ho chiamato, si è diffusa la voce. Se ci siete voi, diventa una passerella. Non mi seguite, per cortesia»…

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Ci sono 3 commenti

  1. Saverio Musone ha detto:

    “Lo stato ci mette la faccia”. Detto da Conte lo trovo …. inquietante….. per carità … solo un’ impressione.

  2. federico ha detto:

    Dai dati ISTAT non risulta affatto che la mortalità a Taranto sia superiore rispetto alle altre zone della Puglia, ed è inferiore rispetto alla media del Sud Italia. La pseudoecologia sta distruggendo le eccellenze, i residui punti di forza, le fonti di reddito dell’Europa. Ad es. i motori diesel. Americani e cinesi, indiani ed africani se ne fregano delle gretinate, solo noi europei ci crediamo e ci autodistruggiamo. Così come già ci eravamo autodistrutti nel ’14, nel ‘39 e nel ’68, e con la sempre più folle politica dal 1990 in avanti.

  3. eu7yZnsfvR ha detto:

    Hanno la stessa efficacia dei viaggi saltuari che i Capi sovietici del Cremlino facevano nelle lontane steppe del Volga o del Caspio.

di Redazione - 25 Dicembre 2019