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epa08068686 British Prime Minister Boris Johnson is greeted by staff as he arrives back at Downing Street from Buckingham Palace in London, Britain, 13 December 2019 after meeting with Queen Elizabeth II and accepting her invitation to form a Government, after the Conservative Party was returned to power in the General Election with an increased majority.  EPA/Stefan Rousseau / POOL
epa08068686 British Prime Minister Boris Johnson is greeted by staff as he arrives back at Downing Street from Buckingham Palace in London, Britain, 13 December 2019 after meeting with Queen Elizabeth II and accepting her invitation to form a Government, after the Conservative Party was returned to power in the General Election with an increased majority. EPA/Stefan Rousseau / POOL

La narrazione sconfitta dalla realtà: si spiega così il trionfo di Boris Johnson

Politica - di Tano Canino - 13 Dicembre 2019 - AGGIORNATO 13 Dicembre 2019 alle 17:45

La narrazione sconfitta dalla realtà. Accade ovunque. Puntualmente è accaduto in Inghilterra. Boris Johnson, lo scapigliato clown, convince e stravince. E per laburisti e liberal è clamorosa sconfitta. Come ai tempi della Thatcher. Di quella Lady di ferro che quest’Unione europea così com’è non la voleva. E che per questo, con un golpe interno ai Tory, fecero fuori. Boris il terribile trionfa. Perchè parla al popolo. Cosicché ora alle sue spalle compare la frase: “Il governo del popolo“. Doveva essere solo una parentesi. La meteora di un giullare. Un intermezzo goliardico prima del grande ravvedimento. Quello che avrebbe portato al secondo referendum. Che avrebbe fatto vincere stavolta i remain, ovvero i buoni e giusti. Sarebbe dovuta andare così. Per chi segue e racconta. Per i tanti eccellentissimi corrispondenti. E i tanti superbi commentatori. Per quasi tutti i poltronisti da talk show. Volevano rimanere nell’Ue i britannici. Perciò: remain! Perchè prima s’erano sbagliati. Peggio, ingannati da falsa propaganda. La retorica europeista che batte sul tamburo. E i drammi della Brexit che saranno solo loro. Tutto spiegato, tutto chiaro. E invece, no. Invece se ne sono proprio andati. Quindi: leave! Talmente leave da regalare una formidabile maggioranza all’improbabile Boris. Con la ciliegina del dubbio insinuata sino a qualche ora prima. Attenzione, “forse non avrà la maggioranza…“. Speriamo, chissà. Magari vince, ma non convince. Perchè i sudditi della Regina vogliono rimanere. Perciò: remain. E invece se ne vanno. Quindi: leave. La narrazione sconfitta dalla realtà.

 

 

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di Tano Canino - 13 Dicembre 2019