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epa07492507 Militants, reportedly from the Misrata militia, flash the victory sign as they gather before heading to the frontline to join forces defending the capital, in Tripoli, Libya, 08 April 2019. Commander of the Libyan National Army (LNA) Khalifa Haftar on 04 April ordered Libyan forces loyal to him to take the capital Tripoli, held by a UN-backed unity government, sparking fears of further escalation in the country. The UN said thousands had fled the fighting in Tripoli, while ministry of health reported 25 people, including civilians, were killed in the fighting.  EPA/STRINGER   ALTERNATIVE CROP
epa07492507 Militants, reportedly from the Misrata militia, flash the victory sign as they gather before heading to the frontline to join forces defending the capital, in Tripoli, Libya, 08 April 2019. Commander of the Libyan National Army (LNA) Khalifa Haftar on 04 April ordered Libyan forces loyal to him to take the capital Tripoli, held by a UN-backed unity government, sparking fears of further escalation in the country. The UN said thousands had fled the fighting in Tripoli, while ministry of health reported 25 people, including civilians, were killed in the fighting. EPA/STRINGER ALTERNATIVE CROP

Libia, è tregua: passa la linea Putin. E Di Maio rivendica meriti che non ha…

Esteri - di Tito Flavi - 12 Gennaio 2020 - AGGIORNATO 12 Gennaio 2020 alle 17:41

Libia, passa la linea Putin: è cessate il fuoco tra le parti in conflitto.  Khalifa Haftar ha infatti dichiarato una tregua che è partita proprio  questa notte. “La nostra reazione – ci ha, tuttavia, tenuto a sottolineare – sarà severa se la tregua verrà violata dal campo nemico”. Dopo lunghe pressioni diplomatiche il generale, che è a capo delle milizie della Cirenainca, ha accettato così quanto contenuto nell’intesa siglata giorni fa da Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan.

A esercitare la pressione maggiore su Haftar è stato proprio Putin che, come già in altre occasioni, si è dimostrato determinante nel segnare il passo delle trattative. Ricevendo a Mosca il cancelliere tedesco Angela Merkel, che gli ha di fatto concesso un ruolo di primo piano nella prossima Conferenza di Berlino, Putin ha usato tutto il proprio carisma per ottenere una tregua che mira a tentare di stabilizzare la Libia dopo i recenti scontri militari.

In questa complessa trattativa internazionale tenta di inserirsi anche Luigi di Maio. “L’annuncio della tregua del conflitto in Libia da parte del presidente Serraj e del generale Haftar è una buona notizia, perché crea spazio di ulteriore dialogo. La strada da fare è lunga, ma la direzione è quella giusta. Per l’Italia non esiste una risposta militare alla crisi libica e l’unico modo per arrivare alla pace è la soluzione diplomatica. È per questo che abbiamo lavorato incessantemente come Governo, per dare il nostro pieno sostegno alla conferenza di Berlino”.

Il ministro degli esteri italiano rivendica meriti che il governo non ha. Basti soltanto pensare alla brutta figura, nei giorni scorsi, che Conte ha fatto fare all’Italia. Quando Serraj ha disertato all’ultimo momento un incontro a Palazzo Chigi. Il presidente del Consiglio aveva aveva avuto la malaugurata idea di ricevere poco prima Haftar. Quando si dice l’abilità della diplomazia del governo italiano. La verità è che a Di Maio interessa più mettere pace nel suo partito che nel Mediterraneo.

 

 

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C'è un commento:

  1. Francoise ha detto:

    Mi spiace constatare che la diplomazia viene sempre più a mancare nel nostro stato. Dobbiamo crescere si, ma dalle basi.

di Tito Flavi - 12 Gennaio 2020