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Coronavirus, iniziano pure gli scioperi. Corrieri in rivolta: “Non ci danno guanti e mascherine”

Economia - di Natalia Delfino - 10 Marzo 2020 - AGGIORNATO 10 Marzo 2020 alle 13:49

Molti non hanno le mascherine. Di guanti ce n’è “un solo paio al giorno”. I gel disinfettanti, anche per loro, sono un miraggio. È quanto denunciano i lavoratori della Bartolini di Caorso, in provincia di Piacenza, che per questo da stamattina sono in stato di agitazione. La richiesta è di poter “lavorare in sicurezza”. La mobilitazione, uno dei primi scioperi di cui si è avuta notizia oggi, all’indomani del decreto che rende tutta l’Italia “zona arancione”, preannuncia dunque ulteriori complicazioni sociali ed economiche, in una situazione già complicatissima.

Al via gli scioperi: “La salute prima del profitto”

I lavoratori mobilitati, al grido di “Contro i padroni e il coronavirus”, rivendicano “salute prima del profitto”, lamentando di non sentirsi sicuri. “Il magazzino non è sanificato, i mezzi non sono sanificati”, sostiene il delegato alla Sicurezza in un video rilanciato anche dalla pagina Facebook da Usb Logistica.

“Le prescrizioni non vengono rispettate”

Appena un paio di giorni fa a incrociare le braccia erano stati i lavoratori di Ikea Anagnina, a Roma, lamentando anche loro l’impossibilità di lavorare davvero in sicurezza. In particolare, i lavoratori sostenevano una scarsa attenzione rispetto alle misure per mantenere le distanze di sicurezza. Un’accusa cui Ikea ha replicato rivendicando, invece, di attenersi “alle raccomandazioni delle autorità sanitarie”.

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di Natalia Delfino - 10 Marzo 2020