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Saranno medici e infermieri ad impugnare i forconi contro il Palazzo

Saranno medici e infermieri ad impugnare i forconi contro il Palazzo

Cronaca - di Francesco Storace - 29 Marzo 2020 - AGGIORNATO 29 Marzo 2020 alle 10:59

Venti sistemi sanitari diversi. Anzi, ventuno, perché diversi sono anche quelli delle province autonome di Trento e di Bolzano. Medici e infermieri a fettine. Chi ha più soldi cura i malati. Ma col coronavirus non vale più nemmeno questo.

È stato smantellato il principio della sanità pubblica che si fa carico della cura universale del paziente. Perché l’aziendalizzazione delle Asl ha imposto il profitto e il risparmio. Lo pagano gli operatori sanitari, lo scontano i malati.

Forbici al posto del bisturi

1981 530mila posti letto. Ora poco più di duecentomila. Bisturi? No, forbici. La conseguenza è che milioni e milioni di cittadini non possono curarsi e come abbiamo raccontato ieri li ritroviamo morti in casa. Un massacro sociale, racconta chi protesta dalla corsia d’ospedale.

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Ci sono 7 commenti

  1. Paolo ha detto:

    Per avere il polso della situazione, basterebbe riesaminare la triste ma reale storia dell’ex-Ospedale San Giacomo di Roma, nato come regalo umanitario alla popolazione (rianimazione compresa)…

  2. mimmo ha detto:

    sacrosanta verità

  3. gino vercesi ha detto:

    …ma come…hanno un Ministro ….!!

  4. Leoluca ha detto:

    Perché l’aziendalizzazione delle Asl ha imposto il profitto e il risparmio. Lo pagano gli operatori sanitari, lo scontano i malati. Segnalarlo,ribadirlo non è inutile come dicono i buonisti illuminati perché ora bisogna pensare al presente e risolvere la crisi sanitaria in cui ci troviamo. No è utile perché è propedeutico non solo per l’attuale momento dovendo investire subito quanto è stato sottratto dai demo sinistri aziendalisti, senza ascoltare l’UE,ma anche per il futuro sperando che i cittadini capiscano quanto male hanno fatto i cattocomunisti e li tengano lontani.

  5. Guanni53 ha detto:

    Disastro totale delle autonomie regionali. Tante deleghe, si sono rivelate istituzionalmente magmatiche. Le strutture primarie sono ingestibili, se le diverse realtà periferiche si muovono in modo confuso e scoordinato. La sanità andava lasciata nelle competenze statali, fermo restando l’auspicio di avere governi di diversa caratura da quello attuale.

  6. federico ha detto:

    I tagli alla Sanità sono stati sbagliati nella forma, cioè la rottamazione di strutture, posti letto, attrezzature, interi ospedali, ma nella Sanità si spende troppo: troppi accertamenti diagnostici, che sembrano spesso fatti a strascico; eccessiva enfasi sulla cosiddetta medicina di eccellenza, addirittura trapianti “forzati”, come purtroppo dimostrato da inchieste giudiziarie. Mentre la medicina di base è gestita malissimo: ci voleva la pandemia per accendere la medicina telematica? Quanti medici non hanno nemmeno un assistente e perdono tempo a battere le ricette al pc, mentre nei loro gabinetti si formano incredibili affollamenti? Per non parlare degli assembramenti in qualsiasi struttura sanitaria, privata o pubblica, dalle radiografie agli esami del sangue. Talora si ha la sensazione di un magna magna generalizzato. E il fior fiore della medicina che non sa dirci altro che restateacasa. Mancano le mascherine? È una abitudine degli italiani andare in guerra senza armi, ma con sacrifici, eroismi, fucilazioni

  7. Giovanni Zoratto ha detto:

    Viene sempre dimenticato il personale satellite senza il quale il sistema sarebbe già crollato.
    Un articolo sulle cooperative servirebbe.

29 Marzo 2020 - AGGIORNATO 29 Marzo 2020 alle 10:59