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La conduttrice del programma televisivo ”Chi l’ha visto?” Federica Sciarelli foto Ansa

Bufera a Chi l’ha visto, la Lega querela la Sciarelli: cita una mail “falsa e diffamatoria”. Sciacallaggio mediatico?

Politica - di Redazione - 14 Maggio 2020 - AGGIORNATO 14 Maggio 2020 alle 19:26

Federica Sciarelli nel mirino della Lega. Il Carroccio ha appena annunciato che «presenterà una interrogazione. Un esposto ad Agcom. E una querela nei confronti della conduttrice di Chi l’ha visto?». Lo comunica, durante il suo intervento in commissione di Vigilanza Rai, dove è in corso l’audizione del presidente dell’Agcom Angelo Cardani, il deputato leghista e segretario della bicamerale, Massimiliano Capitanio. È

La Lega querela Federica Sciarelli per il suo intervento di ieri a Chi l’ha visto?

«Tra i tanti esposti alla sua attenzione – denuncia il parlamentare – ce n’è uno in arrivo su cui chiederemmo un suo intervento urgente e perentorio. E cioè il fatto gravissimo che si è verificato ieri sera durante la trasmissione Chi l’ha visto?. Nel corso della quale, assolutamente fuori contesto e fuori dal mandato editoriale, la conduttrice Federica Sciarelli, e anche la redazione, hanno diffamato la Regione Lombardia, leggendo una mail di una qualunque ascoltatrice, condita di falsità e di iperboli assolutamente inaccettabili in questo momento gravissimo e delicato per la nostra democrazia e tenuta sociale. Ha diffamato il partito della Lega attribuendo un reato gravissimo, ovvero l’invito ad impiccare Silvia Romano, ad un esponente della Lega, quando questo cittadino – tiene a precisare l’esponente del Carroccio – non è assolutamente un tesserato della Lega». Di qui l’annuncio di una interrogazione. Oltre a un esposto all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. E la querela alla Sciarelli.

La denuncia: quella mail ci diffama attribuendo alla Lega responsabilità estranee al partito

Capitanio aveva già parlato di «una delle pagine più buie. Vergognose e deontologicamente scorrette nella storia del giornalismo. Alludere al “genocidio sanitario” perpetrato dalla Regione Lombardia in base a una mail diffamatoria e oggettivamente piena di falsità è indegno della tv di Stato. E della professione giornalistica. Se redazione e conduttrice, fuori contesto, hanno deciso di diffamare e attaccare la Lombardia e Lega nel tentativo di farci sparire – aggiungeva nella sua denuncia l’esponente leghista – sappiano che non tollereremo questo squadrismo mediatico», aveva aggiunto. «Alle denunce che, spero, arriveranno dalla Regione, si uniranno i nostri esposti all’Agcom e l’intervento in Vigilanza Rai per pretendere il diritto di replica. Verificare la veridicità delle mail. E chiedere il riscontro giornalistico sul nome del presunto esponente leghista», conclude Capitanio adirato e in attesa di replica.

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C'è un commento:

  1. claudio marone ha detto:

    Diceva Lenin “diffamate, diffamate, alla fine resterà sempre qualcosa.
    Gentaglia di infima specie, trincerata dietro ottime e remunerative poltrone.
    Purtroppo quando avevamo la maggioranza assoluta non siamo riusciti a liberarci da queste zecche. Gravissima responsabilità del Cavaliere che non volle fare nemmeno la riforma della giustizia. Peccato.

di Redazione - 14 Maggio 2020