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Terminato lo sbarco dei migranti a bordo della Open Arms. I migranti sono 363, in prevalenza uomini (298), 8 le donne e 57 i minori. I controlli sanitari, prima a bordo, eseguiti dal medico di porto Vincenzo Morello, e a poi in banchina con i sanitari dell’Asp 7, hanno portato al ricovero di 3 migranti: due per contusioni pregresse e una per problemi respiratori. Gli altri 360 migranti sono stati trasferiti nel locale hot spot in attesa di essere ridistribuiti negli altri paesi europei in seguito al preaccordo di Malta. ANSA / Federica Molè
Terminato lo sbarco dei migranti a bordo della Open Arms. I migranti sono 363, in prevalenza uomini (298), 8 le donne e 57 i minori. I controlli sanitari, prima a bordo, eseguiti dal medico di porto Vincenzo Morello, e a poi in banchina con i sanitari dell’Asp 7, hanno portato al ricovero di 3 migranti: due per contusioni pregresse e una per problemi respiratori. Gli altri 360 migranti sono stati trasferiti nel locale hot spot in attesa di essere ridistribuiti negli altri paesi europei in seguito al preaccordo di Malta. ANSA / Federica Molè

Open Arms, maggioranza in frantumi sul processo a Salvini. Passa il no

Politica - di Monica Pucci - 26 Maggio 2020 - AGGIORNATO 27 Maggio 2020 alle 07:57

La Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari di Palazzo Madama dice no alla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini per il caso Open Arms. 13 i voti contrari al processo, 7 i favorevoli. Al voto non hanno partecipato i 3 senatori di Italia Viva, spaccando, di fatto, la maggioranza di governo. Che è andata in frantumi anche per effetto del no della grillina Riccardi, a conferma di una difficoltà politica notevole dopo il caso Palamara e le intercettazioni sulle chat tra pm.

A questo punto la richiesta di autorizzazione a procedere dovrà essere esaminata dall’Aula e la proposta di diniego avanzata dalla Giunta per essere confermata dovrà essere approvata con 161 voti, la maggioranza assoluta dell’Assemblea. Altrimenti si considererà respinta.

Il grillino dissidente

“Ho votato no all’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro Salvini “semplicemente perché, come nel caso della Diciotti, a mio avviso sussisteva anche in questo caso l’azione di governo nel perseguimento della politica dei flussi migratori”. Lo dice all’Adnkronos la senatrice M5S Alessandra Riccardi, componente della Giunta delle immunità di Palazzo Madama, motivando il voto in dissenso dal proprio gruppo sul caso Open Arms. A chi le chiede se il voto di oggi rappresenti il ‘preludio’ di un suo passaggio alla Lega, la parlamentare replica: “Io sono nel Movimento”.

Gasparri: “Voto di Iv non determinante”

“Italia Viva non ha partecipato al voto” ma “l’esito” della votazione “sarebbe stato comunque favorevole al
voto della Giunta”, dal momento che “ci sono stati 13 voti a favore” della relazione del presidente. Lo ha detto Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e presidente della Giunta per le immunità parlamentari di Palazzo Madama, dopo il voto sul caso Salvini-Open Arms.

I renziani: ci rimettiamo all’aula

“Italia Viva ha deciso di non partecipare al voto sulla vicenda Open Arms: ci rimettiamo dunque all’aula. Non c’è stata a nostro parere un’istruttoria seria, così come avevamo richiesto sia in questo caso che nella precedente vicenda Gregoretti: era necessario ricevere indicazioni sui rischi reali di terrorismo e sullo stato di salute riguardo alle imbarcazioni bloccate in mare dall’ex ministro dell’Interno, che non sono arrivate”, dice il capogruppo Iv in Giunta per le autorizzazioni del Senato, Francesco Bonifazi.

“La motivazione principale per cui Italia Viva decide di non partecipare al voto”, prosegue Bonifazi, “risiede però nel fatto che, dal complesso della documentazione prodotta, non sembrerebbe emergere l’esclusiva riferibilità all’ex ministro dell’Interno dei fatti contestati. Diversamente, pare che le determinazioni assunte da quest’ultimo abbiano sempre incontrato, direttamente o indirettamente, l’avallo governativo. Numerosi sono dunque i dubbi che ancora oggi residuano in riferimento al caso Open Arms. Sarebbe stato opportuno che tali incertezze venissero chiarite mediante un’attività istruttoria ulteriore”.

“Dunque, allo stato dell’arte, Italia Viva, coerentemente con le posizioni tenute nelle precedenti votazioni, ed in mancanza degli elementi istruttori richiesti, decide di non partecipare al voto”, conclude l’esponente di Iv.

 

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di Monica Pucci - 26 Maggio 2020