
Trieste continua a prendere schiaffi dagli sloveni con la complicità dello Stato: una storia che grida vendetta
Bisogna raccontarla tutta la verità. Che è molto diversa e bolla ancora di “cupidigia di servilismo” gli alti vertici di questa povera Italia. L’Italia, con il Memorandum di Londra che il 5 ottobre 1954 riassegnò Trieste alla Madrepatria (ricongiuntasi poi il 26 dello stesso mese), promise alla Jugoslavia (si vedano i protocolli aggiuntivi) di “rendere disponibile una casa in Roiano o in altro sobborgo da essere adibita a sede culturale per la comunità slovena e mettere altresì a disposizione i fondi per la costruzione e l’arredamento di una nuova sede culturale in via Petronio oltre al Narodni dom nel rione di San Giovanni”.
Tutto ciò puntualmente avvenne e secondo le stime dell’amministrazione dello stato, il finanziamento per la costruzione del teatro sloveno di Via Petronio e la ristrutturazione del Narodni Dom di San Giovanni ammontano a 9 milioni e mezzo di Euro, valore ben superiore alla stima dell’ex Balkan. Ma non basta ancora.
Nel 2000 fu varata dal Parlamento la legge di tutela della minoranza slovena (38/2000): con la stessa l’art 19 volle che all’interno dell’edificio di Via Filzi 9 (ex Balkan, poi hotel Regina, ristrutturato con fondi pubblici e divenuto sede universitaria) “trovino sede istituzioni culturali e scientifiche sia di lingua slovena (a partire dalla Narodna in studijska Knijzica – Biblioteca degli Studi Trieste) sia di lingua italiana previa intesa tra Regione università degli Studi Trieste”.
Anche questo è puntualmente avvenuto e infatti la Scuola di Lingue il Centro di studi delle lingue slave coabitano nell’edificio di Via Filzi con le organizzazioni culturali slovene. Ma a lor signori non bastava. E il 13 luglio Mattarella consegnerà a Pacor le chiavi di tutto l’edificio. Pensate sia finita?
Dal nostro presidente ci si può aspettare non tutto ma di tutto, e il caso CSM non depone certo bene, quindi figuriamoci se non potrebbe prostrarsi ai piedi degli eredi di terroristi e assassini in nome della “democrazie” e dell’antifascismo. Non mi sorprenderebbe.
ma!!!! ci diamo via tutto,. mezzi delle forze armate, navi da guerra, prepariamoci a dar via anche le mutande, visto che ci siamo!!!!
articolo preciso e pieno di pathos.
Condivido perfettamente tutto e spero che venga indirizzato al Presidente perché ne prenda atto, ripassi la storia e si comporti da Uomo e da Statista!
Ma con l’aria di ignoranza, malafede, servilismo e tanto altro, dubito che “capiscano” e facciano marcia indietro o almeno controbattano da Italiani.
Ma viviamo questa tristezza da troppo tempo.
Viva l’Italia. Ma quella VERA!
Non so cosa si stia aspettando ancora … Accordo con Russia e Usa, poi occupazione della roba nostra fino a Longatico e Circonio comprese … poi tutta la Dalmazia continuativamente fino al confine albanese …..
che dire ….. noi italiani brava gente ?! No ! semplicemente impavidi e sempre pronti a chinarci di fronte ad ognuno che alza la voce.
quando avremo un sussulto di dignità e di amor patrio…
ma con la nostra classe politica c’è ben poco da sperare.
Quando tutta questa gente chiederà scusa per le “foibe” allora, ma solo allora si potra discutere di questa situazione del Balkan. Spero peoprio che nè governo nè presidente della repubblica vadano a chiedere scusa.
A proposito dell’ Hotel Balkan un commento adeguato sarebbe oltremodo lungo, ma….etimologicamente parlando “restituire” significa ridare qualcosa al legittimo proprietario. Nel caso dell’ Hotel Balkan, dove le organizzazioni slovene erano e sono ospiti, non ci può essere “restituzione”, ma solamente un regalo da una Italia succube, dimessa e calabrache. Complice il Presidente della Repubblica.
Mattarella è il presidente della Slovenia? Sembra molto più interessato agli slavi che agli italiani!
Purtroppo dobbiamo subire anche questa ignobile infamia
Leggo con tristezza, che invece di dare una ragione al passato, si vuole utilizzare gli stessi fatti per portare odio e caos tra due paesi che, secondo l’organizzazione dove viviamo (la UE) dovrebbe essere da parte del presidente della Repubblica d’Italia un momento di ricordo per evitare gli stessi errori. Invece questo presidente e questo governo non eletto dal popolo italiano, soffia odio e indecenza vero lo stesso popolo che chiede solo giustizia e un futuro migliore. Alla faccia del commissione sull’oidio.
Siamo senza dignità. Vergogna, vergogna vergogna ecc……..