CERCA SUL SECOLO D'ITALIA

Covid, contrordine dagli Usa: il contagio per via aerea supera 1,8 metri di distanza

Covid, contrordine dagli Usa: il contagio per via aerea supera 1,8 metri di distanza

Esteri - di Redazione - 6 Ottobre 2020 - AGGIORNATO 6 Ottobre 2020 alle 16:07

Novità sul fronte della trasmissione del Covid da parte dei Cdc, i centri per il controllo delle malattie Usa. La massima autorità sanitaria statunitense. Dopo la gaffe dello scorso settembre, con il ritiro dal sito web delle nuove linee guida sulla diffusione del coronavirus, ora gli americani riconoscono ufficialmente  che il covid 19  può diffondersi attraverso minuscole goccioline di aerosol sospese nell’aria “per minuti o anche ore”.

Covid, contrordine dagli Usa: 1 metro di distanza non basta

L’aggiornamento significa che i Cdc ora ammettono che “alcune infezioni possono essere diffuse tramite l’esposizione al virus presente in piccole goccioline che possono rimanere nell’aria” per qualche tempo dopo che una persona infetta si è allontanata.

Dunque Covid 19 “potrebbe essere in grado di infettare le persone che si trovano a più” di circa 1,82 metri dalla persona che è stata infettata. O dopo che quella persona ha lasciato l’area”, si legge nello studio dei Cdc. Dunque il metro di distanza non sarebbe sufficiente.

La trasmissione per via aerea rimane per ore

“Questo tipo di diffusione – si legge nell’aggiornamento – è indicato come trasmissione per via aerea. Ed è un modo importante di diffusione per infezioni. Come la tubercolosi, il morbillo e la varicella”. Il mese scorso l’agenzia aveva pubblicato una affermazione simile sul suo sito Web. Poi l’aveva ritirata rapidamente. Spiegando che l’aggiornamento era stato pubblicato per errore.

Le goccioline via principale di contagio

Oggi l’aggiornamento. La via principale di contagio è attraverso goccioline più grandi sospinte nell’aria da una persona infetta. Queste goccioline più grandi tipicamente cadono a terra entro un raggio di quasi 2 metri, hanno detto gli esperti. Goccioline di diverse dimensioni entrano in gioco quando le persone “tossiscono, starnutiscono, cantano, parlano o respirano”. Le evidenze – spiega l’agenzia Usa –  mostrano che il rischio di “trasmissione per via aerea”  è maggiore quando una persona infetta canta, mentre si trova in uno “spazio chiuso” con una “ventilazione inadeguata”.

Sos bambini e adolescenti

“Abbiamo bisogno che le nostre comunicazioni pubbliche siano chiare. Quasi 2 metri non sono sempre sufficienti”. E’ il commento su Twitter di Abraar Karan, medico della Harvard Medical School. “Diversi studi sull’epidemia lo hanno suggerito per mesi. Ma solo ora questo viene ufficialmente riconosciuto”. Ma non basta. I Cdc hanno anche affermato  che “prove crescenti” suggeriscono che “bambini e adolescenti possono trasmettere in modo efficiente il covid 19”-

L’Agenzia ha ricordato che tra luglio e agosto, quattro dipartimenti sanitari statali e gli stessi Cdc hanno indagato su un’epidemia di Covid-19 che si è verificata durante una riunione familiare di cinque famiglie. In cui un ragazzino di 13 anni era il paziente zero. Undici membri della famiglia sono stati infettati. “I bambini e gli adolescenti possono essere fonti di focolai di Covid-19 all’interno delle famiglie. Anche quando i loro sintomi sono lievi”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

di Redazione - 6 Ottobre 2020