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La disfatta del Pd a Roma: si inchina alla Raggi, la sindaca più incompetente e pasticciona d’Italia

La disfatta del Pd a Roma: si inchina alla Raggi, la sindaca più incompetente e pasticciona d’Italia

Politica - di Francesco Severini - 10 Maggio 2021 - AGGIORNATO 10 Maggio 2021 alle 16:24

Alla fine ha vinto lei, Virginia Raggi. Altro che “oca del Campidoglio” (copyright Libero). Altro che “bambolina imbambolata” (copyright De Luca). Virginia ha umiliato in un colpo solo Nicola Zingaretti e il nuovo leader 5Stelle Giuseppe Conte, costretto a siglare un comunicato in cui afferma che è lei l’ottimo candidato dei 5Stelle. E così Virginia Raggi ha svelato quanto sia scarsa la loro leadership, fiaccata da un personaggio indigesto ai romani e collezionista di gaffe storiche (ultima: la pista ciclabile di asfalto lungo i muraglioni del Tevere).

Zingaretti umiliato dai 5Stelle, Conte si piega alla Raggi

Per il Pd è una disfatta. A Roma Zingaretti non si candida a sindaco e torna in pista l’ex ministro Gualtieri. Un suicidio, come ha commentato sarcastico Carlo Calenda. “Ieri – afferma Calenda – è successa una cosa veramente strana. Da sette mesi giro la città e faccio proposte. Il Pd dice ‘vedrete la Raggi si ritirerà, verrà condannata, confluiremo su Zingaretti’. Poi alla fine la Raggi non si è ritirata, Conte l’appoggia e Zingaretti non è in grado di candidarsi. E’ il fallimento di una linea politica. Insomma stiamo sempre dietro ai 5Stelle”.

La minaccia dei grillini capeggiati da Roberta Lombardi: o Raggi o salta la giunta del Lazio

Il Pd, sotto il ricatto 5Stelle, ha dovuto fare marcia indietro su Zingaretti e ripiegare su Gualtieri. Altrimenti, hanno minacciato i grillini in Regione Lazio, capeggiati da Roberta Lombardi, sarebbe saltata la giunta rosso-gialla. Eppure, pochi giorni prima Giuseppe Conte aveva detto sì a Zingaretti candidato sindaco nella Capitale e sembrava tutto pronto per far decollare in grande stile l’alleanza Pd-M5S a Roma, città-vetrina e laboratorio politico d’eccezione. Invece tutto è andato in frantumi e non dinanzi a un sindaco uscente amato dai romani. Anzi, dinanzi a una sindaca tra le peggiori d’Italia. E di sicuro la peggiore che abbia mai conquistato lo scranno più alto del Campidoglio.

Saranno contenti gli elettori dem di Roma…

E gli interessi di Roma dove sono finiti? Qualcuno ha pensato alla rabbia degli elettori romani del Pd, il cui destino è sacrificato sull’altare della ragion di Stato? Il Pd ha sostituito Zingaretti con Enrico Letta confidando in una linea che non fosse più di subalternità ai Cinquestelle e si ritrova con una linea che è di totale sudditanza ai desiderata dei grillini, anzi della grillina Raggi. E con Goffredo Bettini che continua a fare il suggeritore di Giuseppe Conte, leader dimezzato per la lite con Casaleggio e non in grado di imporre la sua volontà nella sfida amministrativa più importante, quella di Roma.

Una Caporetto per la sinistra e per i piani di Giuseppe Conte

Una Caporetto su tutti i fronti, quello romano e quello delle altre città in cui si andrà alle urne. Perché sarà difficile gestire un’alleanza Pd-M5S quando a Roma la campagna elettorale dovrà per forza essere centrata sulla sottolineatura dei guasti dell’era Raggi? Un vero rompicapo per Enrico Letta e per Giuseppe Conte. Non a caso i sondaggi danno già vincente il centrodestra sia a Roma che a Milano passando per Torino, dove il candidato c’è già, l’imprenditore Paolo Damilano, alla guida della griffe del Barolo.

 

 

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di Francesco Severini - 10 Maggio 2021