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Conte dà forfait all’ambasciatore cinese. Grillo invece va. Di Maio, se ci sei batti un colpo

Politica - di Marzio Dalla Casta - 11 Giugno 2021 - AGGIORNATO 12 Giugno 2021 alle 12:13

Per un Conte che dà forfait, c’è un Grillo che conferma. Meglio così. Chissà perché, ma la notizia della strana coppia in missione  all’ambasciata cinese ci ha subito ricordato Totò e Peppino a Milano, mentre chiedono informazioni a un ghisa scambiato per un «generale austriaco». Ricordate? Noio volevan savuar… e giù risate a non finire. Ora che cosa mai avrebbero voluto savuar (sapere) l’ex-premier e l’ex-comico dall’ambasciatore del Dragone resta un mistero. Pure Di Pietro, che dei grillini è una sorta di antenato, stava lì lì per calare un perentorio «e che c’azzecca?». Certo, in politica le relazioni internazionali hanno il loro peso. Anche questo impararono Totò e Peppino nella trasferta milanese, venendo a loro volta scambiati per impresari sudamericani. «Mi ha parlato molto bene di voi il vice-console del Paraguay», ammiccò la presunta Malafemmena.

Conte dà forfait all’ambasciatore di Pechino

E anche di Conte, a ben guardare, non è che poi parlano male. Resta però da capire chi lo ha fermato sull’uscio dell’ambasciata. Gli indizi portano tutti alla Farnesina. Lì siede il prode Giggino, e Conte Grillo non lo avevano neppure consultato. E dire che con lui al seguito neanche avrebbero dovuto fare il pass in Via Bruxelles. Sapete? In Cina Di Maio è una figura semi-mitologica. La nomenclatura comunista ancora ricorda quando parlava con il lìder maximo Xi Jinping chiamandolo affettuosamente Ping. Con lui in delegazione non avrebbero davvero avuto bisogno di vice-consoli per presentarsi in ambasciata. Ora Grillo va addirittura da solo. E chissà quanto dovrà faticare senza l’apporto del number one della Farnesina.

Mentre il G7 lancia la sfida alla Cina

Fosse andato anche Conte, sarebbe stato uno spasso a immaginarli impegnati a farsi mettere a fuoco dal diplomatico. E pure a sentirli: «Noio saremm quell che two anni fa v’han fatt venir in Italy per presentar la Via della Set. T’arricuord?». Tutto vero. Ma allora Conte era premier e coordinava la politica del governo italiano. Ora è solo un in pectore. Attende che lo incoronino re dei 5Stelle, mentre l’altro ne è stato di fatto detronizzato. Di fatto due privati cittadini. Soprattutto Grillo, deciso ad omaggiare la Cina proprio mentre il G7 si accinge a sfidarla. Una scelta di tempo degna di un doppiaggio fuori sincrono. Decisamente meglio Totò e Peppino. Quanto meno, prima di chiedere informazioni al «generale austriaco», il problema internazionale se lo posero. E decidendo di farlo «tanto siamo alleati», lo risolsero pure.

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di Marzio Dalla Casta - 11 Giugno 2021