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Biden

La resistenza del Panshir a Biden: grazie di aver regalato l’Afghanistan ai Talebani

Cronaca - di Paolo Lami - 7 Settembre 2021 - AGGIORNATO 8 Settembre 2021 alle 11:42

Sono durissime ma, al contempo, amaramente sarcastiche le parole che la resistenza del Panshir rivolge al presidente americano Joe Biden ringraziandolo per aver ”regalato l’Afghanistan ai Talebani”. Che, poi, è ciò che pensa gran parte del mondo occidentale di fronte alla fuga disordinata e precipitosa con cui la coalizione internazionale è stata costretta ad agire, travolta dalla improvvida decisione di Sleepy Joe.

Critiche dunque agli Stati Uniti ma anche all’Unione europea arrivano dunque dai ribelli del Panshir, che con tono sarcastico e sferzante hanno ”ringraziato il presidente americano Biden” per aver ”regalato l’Afghanistan ai Talebani”.

Sull’account di Twitter Panjshir_Province riconducibile agli uomini di Ahmad Massoud si legge che ”a nome dell’Afghanistan e del popolo afghano ringraziamo gli Stati Uniti e l’Unione europea per aver regalato i Talebani all’Afghanistan. Ringraziamo gli Stati Uniti per aver mostrato il loro volto”.

Gli uomini della resistenza hanno quindi promesso di ”continuare a combattere per la nostra libertà che ci avete tolto per darla ai Talebani, restando a guardare” quello che succede.

E, intanto, Tolo news ha annunciato che è stato rilasciato il cameraman della tv afghana, Wahid Ahmadi, fermato dai Talebani durante le proteste contro il Pakistan che si sono tenute a Kabul.

Lo ha riferito la stessa emittente, precisando che Ahmadi è stato rilasciato dopo quasi tre ore.

Al cameraman , che era stato arrestato nei pressi dell’ambasciata pakistana a Kabul, è stata restituita anche la telecamera con i video girati durante le proteste.

Stamattina i Talebani avevano impedito ad alcuni giornalisti di riprendere la manifestazione a Kabul, dove centinaia di persone erano scese in strada per protestare contro il Pakistan.

“Le telecamere dei media vengono sequestrate, ai giornalisti viene chiesto di non filmare e alcuni vengono respinti. I manifestanti continuano a marciare a Kabul sotto la minaccia delle armi. Dov’è la libertà di protestare e la libertà di denunciare?“, aveva  twittato il direttore di Tolo, Lotfullah Najafizada.

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di Paolo Lami - 7 Settembre 2021