Ancora morti sul lavoro, legnata di Fazzolari: “Anche oggi i sindacati difenderanno domani i lavoratori”
Fa male ascoltare il capo del più importante sindacato italiano gridare a squarciagola di fascismo e antifascismo e nel contempo seguire il flusso delle vere emergenze del Paese. In concomitanza con l’adunata romana le cronache ci consegnano altre inaccettbili morti avvenute sui luoghi di lavoro. La manifestazione romana indetta dalla Cgil è iniziata da un’ora e si sono ascoltate tante professioni di fede antifiascista, come era nelle intenzioni. Peccato che lavoro, morti insicurezza sino solo delle appendici secondarie alla vera emergenza. Che per chi è in piazza è il perticolo fascista. E dire che questo è stato un anno maledetto sul fronte delle vite spezzate sui posti di lavoro. “E anche oggi i sindacati difenderanno domani i lavoratori. Mai piu’ fascismi 16 ottobre“. E’ l’ironico ma severo tweet del senatore di Frtelli d’Italia Giovanbattista Fazzolari.
Una giornata nera per le morti sul lavoro: stoccata di Fazzolari alla Cgil
Proprio in mattinata a Lanciano (Chieti), nelle campagne in località Torre Marino, un 37enne della provincia di Enna era sceso nel canalone profondo tre metri: dove dovranno passare le condotte del metanodotto. Ma qui è rimasto sepolto da una frana ed è deceduto. Sul posto vigili del fuoco, ambulanze, ispettorato del lavoro e polizia. Dalle Marche alla Toscana. Infortunio mortale in una ditta a Santa Croce sull’Arno, in provincia di Pisa. Un operaio è deceduto mentre stava lavorando. La vittima è un 47enne residente nel comprensorio del cuoio. L‘incidente mortale si è verificato in un’azienda che vende materiali edili e ferramenta per cantieri edili in via del Bosco. Nell’incidente sarebbe rimasto ferito un collega di lavoro della vittima. Ancora da accertare l’esatta dinamica dell’accaduto. Il nuovo infortunio porta a 28 le persone morte sul lavoro in Toscana nel 2021.
La vera piaga è l’insicurezza sul lavoro, non il pericolo fascista
E’ forte l’amarezza, il dolore. Due operai sono poi rimasti feriti precipitando da un’altezza di circa 4 metri all’interno della centrale termica di Turbigo, in provincia di Milano. Uno dei due operai, un 49enne, ha riportato un trauma cranico e ferite al volto e alle braccia: si trova in gravi condizioni all’ospedale Niguarda. L’altro operaio, un 42enne, ha invece riportato solo traumi alla spalla e a un braccio. Non è tollerabile che il tema della sicurezza sul lavoro e delle morti bianche sia in seconda linea rispetto a un dramma che ha fatto registrare decine di morti nel primo trimestre del 2021 e oltre mille nel solo 2020. Ha ragione Fazzolari a stigmatizzare la scarsa attenzione ai problemi veri dei lavoratori: i sindacalisti ci penseranno domani. Ma purtroppo non siamo in un film.