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morta overdose

Un’altra Pamela a Perugia. Overdose e stupro, la giovane muore. Fermati due ecuadoriani

Cronaca - di Martino Della Costa - 2 Ottobre 2021 - AGGIORNATO 2 Ottobre 2021 alle 11:16

Un malore fatale dopo aver assunto della droga: è morta così, per overdose, una giovane ecuadoriana. L’epilogo tragico di una serata di eccessi, che la vittima ha trascorso in compagnia di alcuni connazionali. Culminata nell’abuso di stupefacenti e, persino, in una violenza sessuale. Inferta quando la ragazza si trovava evidentemente in uno stato di incoscienza per la consistente assunzione di alcool e droghe e, approfittando vigliaccamente delle sue precarie condizioni fisiche e psichiche, uno dei presenti l’ha indotta a subire atti sessuali, scattandole anche delle fotografie…

Orrore a Perugia, giovane morta per overdose: fermati 2 ecuadoriani

Un orrore senza fine, quello che arriva da Perugia e che coinvolge un ecuadoriano accusato di spaccio di stupefacenti. Violenza sessuale e morte come conseguenza di altro delitto. Con lui, anche una donna considerata l’organizzatrice dello spaccio. I fatti risalgono alle indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura e che gli inquirenti hanno avviato nella mattinata dell’11 aprile scorso. Quando all’interno dell’abitazione di uno dei destinatari del provvedimento, in Piazza Vittorio Veneto, rinvengono il corpo senza vita della giovane ecuadoriana, deceduta dopo un malore dovuto all’abuso di stupefacenti.

Il suo pusher la stupra mentre è incosciente

Ebbene oggi, terminate le indagini, la Polizia di Stato di Perugia ha eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Perugia. A carico di un uomo e di una donna, entrambi di circa 40 anni. Entrambi ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di spaccio di sostanze stupefacenti. Mentre, come anticipato, su uno dei destinatari grava anche l’accusa di violenza sessuale aggravata e di morte come conseguenza di altro delitto.

Le indagini al via ad aprile, ora gli arresti

Come spiega l’Adnkronos sul caso, dunque, le attività investigative – tra cui l’analisi dei cellulari degli indagati. Dei tabulati telefonici. E delle telecamere di video sorveglianza – hanno documentato che nella serata del 10 aprile la giovane, poi morta, aveva trascorso la prima parte della serata bevendo alcolici in un altro appartamento in compagnia di connazionali. Intorno alle 00.45 si era spostata, con un gruppo di loro, tra cui gli indagati, nella casa di Piazza Vittorio Veneto, dove avrebbe consumato eroina e cocaina che proprio il proprietario di casa le avrebbe fornito.

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di Martino Della Costa - 2 Ottobre 2021