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È una pandemia «infinita», si va verso il vaccino ogni anno. Appelli per l’acquisto di monoclonali

Cronaca - di Paolo Sturaro - 26 Dicembre 2021 - AGGIORNATO 27 Dicembre 2021 alle 08:20

«Infinita». È in questo modo che l’infettivologo Stefano Vella definisce la pandemia. In un’intervista al “Corriere della Sera” spiega che il Covid «rimarrà fra noi per molto tempo», Questo perché «è più astuto dei suoi predecessori, è cattivo ma non troppo. Ed è geniale perché si trasforma nelle sue varianti e continua a infettare più gente che può per sopravvivere. Una questione darwiniana». Nel contempo, Claudio Mastroianni, del Policlinico Umberto I,  spinge sull’esigenza di avere il prima possibile i monoclonali,  perché servono in questo momento. Da qui la richiesta a Figliuolo di affrettare i tempi dell’acquisto.

Pandemia, le considerazioni di Vella

Vella  insegna Salute Globale all’Università Cattolica di Roma. Sui richiami a quattro mesi dopo la seconda dose «è tutto da valutare. Una cosa, però, è certa: l’immunità contro questo coronavirus non dura. Da qui l’esigenza di pensare a richiami successivi». Al momento, aggiunge, «non abbiamo dati che dimostrino che gli attuali vaccini siano davvero efficaci. Funzionicchiano. Tant’è che si sta pensando di aggiornarli».

Finirà con i vaccini annuali

Comunque sia, visto come irrompe la pandemia, «sono sempre meglio di niente», continua Vella. «E anche l’idea della quarta dose è quella di “pompare”, con quello che ho, il sistema immunitario perché reagisca al virus. Ancora meglio di niente, nell’emergenza. In prospettiva dovremmo immaginare di vaccinarci ogni anno, come si fa con l’influenza».

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