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President of Italian party Fratelli d’Italia (FdI), Giorgia Meloni, attends the Italian Rai 1 TV program ‘Porta a Porta’ (lit.: Door-to-door) hosted by Italian journalist Bruno Vespa (unseen), in Rome, Italy, 28 September 2021. ANSA/ETTORE FERRARI
President of Italian party Fratelli d’Italia (FdI), Giorgia Meloni, attends the Italian Rai 1 TV program ‘Porta a Porta’ (lit.: Door-to-door) hosted by Italian journalist Bruno Vespa (unseen), in Rome, Italy, 28 September 2021. ANSA/ETTORE FERRARI

Il Fatto rosica: Meloni non è più impresentabile. I giornali ora perdonano i saluti romani dentro FdI

Politica - di Adele Sirocchi - 10 Aprile 2022 - AGGIORNATO 11 Aprile 2022 alle 14:17

Una pagina intera oggi sul Fatto ci avverte che Giorgia Meloni, in quanto atlantista, non subisce più la “buona” demonizzazione di un tempo. Chi si ricorda più dell’inchiesta di Fanpage? Chi va più a caccia dei saluti romani dentro FdI? Nessuno.

Se ne dispiace il giornale di Travaglio e commenta: “La guerra fa miracoli“. E in effetti il Paese vive altri problemi, incompatibili con la caccia ai fantasmi del Duce. Rischiamo un’economia di guerra a causa di un ex appartenente ai servizi segreti comunisti. Lo stesso per il quale la caduta dell’impero comunista dell’Urss fu una “sciagura”. Sarebbe risibile se, dinanzi a questa minaccia, si pubblicassero articolesse sui rischi del “fascismo” quando è un ex comunista a rappresentare un pericolo per l’Europa.

Dettagli trascurabili per Il Fatto che ricorda che FdI sarebbe un partito compromesso con le peggiori destre internazionali, a cominciare da quella di Orban, ma nessuno ci fa caso. E perché? Perché Meloni fa l’amica degli americani, mentre i giornaloni nostrani se la prendono col povero Conte che difende la pace…

“Sui principali giornali italiani – scrive Il Fatto – Meloni si è trasformata in una statista, l’unica in grado di garantire serietà (leggasi: posizione atlantiste) insieme al Partito democratico, in quest’ epoca di populismo adesso incarnato solo da Lega e Movimento 5 Stelle. A leggere gli articoli dedicati a Meloni negli ultimi tempi c’è da chiedersi se le cattive compagnie internazionali e le derive autoritarie siano scomparse”.

Al Fatto risulta anche sgradito il giudizio di Luca Ricolfi secondo cui torna in auge, grazie alla resistenza ucraina, quel patriottismo che solo Giorgia Meloni ha difeso e rivalutato nel lessico politico. Così come appare sgradito Marcello Sorgi che sulla Stampa commenta: “Meloni ha approfittato dell’occasione per ribadire la nuova collocazione sua e del partito: conservatori, sì, ma in una cornice europea e atlantista”. Insomma, è la sintesi, come si fa a elogiare la Meloni e a criticare Conte? Per Il Fatto una circostanza inspiegabile. E imperdonabile.

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di Adele Sirocchi - 10 Aprile 2022