
Ue, l’amara scoperta della presidente del Parlamento Europeo, Metsola: l’Europa dell’energia non esiste
Con un’intervista al Corriere della Sera, la maltese Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, ammette amaramente che l’Europa energetica non esiste.
Un dato di fatto che tutti hanno sempre saputo ma che nessuno ha avuto, finora, il coraggio di ammettere.
La crisi Russia-Ucraina ha costretto l’Europa a fare i conti con la dura realtà di un continente quasi completamente legato mani e piedi ad un unico fornitore, la Russia, e costretto a inventarsi velocemente un’altra soluzione, un’alternativa che, al momento, realisticamente non c’è.
“Dobbiamo usare questa crisi, per creare finalmente l’Unione dell’energia di cui parliamo da anni: connettere i Paesi oggi staccati dal punto di vista energetico, trovare Paesi terzi affidabili e non ultimo, come ha suggerito il presidente Draghi, stipulare contratti d’acquisto e avere riserve comuni” e “ci vogliono leadership e decisioni difficili. Ma non ho dubbi che l’Italia ce la farà”.
Di fatto i governi dei vari Paesi europei stanno andando in ordine sparso, senza una vera e propria strategia, elemosinando qui e là qualche milione di metri cubi di gas. Scene penose, come quella del viaggio di Di Maio in Tunisia, che danno la misura non solo dell’inadeguatezza di questo e altri governi europei ma anche dei clamorosi errori strategici nel settore energetico compiuti nel passato. E che ora gli italiani, ma non solo loro, rischiano di pagare caro.
“Abbiamo un’opportunità che non possiamo assolutamente fallire” dice la Metsola, un “banco di prova per l’Europa, dopo anni nei quali abbiamo preferito non agire, rifugiandoci in una sorta di comoda introspezione invece di guardare cosa succedesse fuori”.
“Ora non c’è alternativa a riconoscere insieme che non siamo stati in grado di prevedere una guerra in Europa – ammette Roberta Metsola – e che abbiamo bisogno di politiche comuni della Difesa, dell’energia e della Sanità“.
Metsola parla delle sanzioni, “sempre difficili da adottare” ed evidenzia che “ciò che abbiamo fatto finora è senza precedenti”.
“Il Parlamento europeo è stato il primo a dire che dobbiamo raggiungere una dipendenza energetica zero dalla Russia – rivendica la Metsola. – Ogni Paese ha la sua realtà, alcuni sono più dipendenti di altri. Ma l’obiettivo della dipendenza zero dev’essere la priorità, poiché Mosca ha sfruttato troppo a lungo divisioni potenziali fra di noi”.
“Abbiamo spesso scelto le soluzioni più facili, contro i moniti di quei Paesi membri che confinano con la Russia” sostiene Metsola dicendosi, convinta sia giusto consegnare armi pesanti a Kiev perché “l’Ucraina sta lottando in Europa per la sua sovranità e integrità territoriale” e “se un Paese in quella situazione ci chiede aiuto, sapendo anche che se quell’aiuto non arriva c’è il pericolo che Paesi nostri alleati siano sotto minaccia”.