
Zelensky a Sanremo, Rula Jebreal con furore. E Mentana la butta sul ridere: “Finirà escluso come i Jalisse”
Zelensky, Festival di Sanremo sì, Festival no: vuoi o non vuoi, il dibattito sull’opportunità o meno della presenza del leader ucraino all’Ariston – anche se in collegamento dal bunker di Kiev – sta montando oltremisura, specie da quando la politica si è divisa. Gli immancabili opinionisti sono andati a traino delle polemiche. Mentana la butta sull’ironico e cala nell’agora social con una battuta sdrammatizzante. Rula Jebreal rispolvera il solito piglio deontologico. Mentre l’opinione pubblica se la ride, dimostrandosi più o meno sensibile alla vexata quaestio.
Zelensky al Festival di Sanremo, la politica si divide. Mentana irrompe nel dibattito con una gag
Così, mentre il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari, si è detto favorevole, tra Calenda che sbotta. Conte che recita la parte del duro e puro e si dichiara assolutamente contrario. Con Mentana che imperversa e Rula Jebreal che ne approfitta per dire la sua e buttarsi nella mischia, dall’inferno di pro e di contro, affiora al momento un primo vincitore: Amadeus, direttore artistico e presentatore della kermesse, attenzionata oltre ogni aspettativa senza che ancora sia andato in onda un minuto dell’evento e che i cantanti abbiano intonato un solo “la”.
Tutte le incursioni di Zelensky su un palco dello show-biz
Su tutto, nel cuore di una partita infuocata da giorni, il Corriere della Sera cala l’asso con un retroscena in cui sostiene che la Rai non annullerà l’ospitata, forte del fatto che «la scelta è stata condivisa a più livelli». E che Amadeus gode della stima e fiducia di tutti». Certo, per sapere con certezza se il conduttore porterà a casa il risultato c’è ancora un po’ di tempo. Nel frattempo, però, per i fautori della partecipazione di Zelensky a Sanremo “giocano” i precedenti: la presenza all’Ariston, infatti, non sarebbe la prima passerella glamour per il leader di Kiev, che è già intervenuto ai Festival di Cannes. Ai Grammy Awards. Alla Mostra di Venezia. E persino agli americanissimi Golden Globes.
Mentana la butta sull’ironico, Rula Jebreal sale in cattedra
In tutto questo bailamme, allora, sull’irruzione di Zelensky in mimetica con un videomessaggio intestato alla causa ucraina, e rivolto a platea blasonata e telespettatori in mondovisione, e dal pulpito di un prestigioso palco dello show-biz, è intervenuto con un post social l’immarcescibile Chicco Mentana. Il quale, tra sconcerto e ironica, ha provato a esorcizzare fantasmi e fantomatiche dissertazioni.
Mentana paragona il leader ucraino ai Jalisse
E commentando le polemiche bipartisan sul cameo del presidente ucraino, annunciato per la finale del Festival di Sanremo, ha beffardamente rimarcato: «Alla fine lo sgangherato livello del dibattito pubblico italiano produrrà il suo tragicomico risultato. E passerà la tesi per cui Zelensky – un leader che da un anno guida la resistenza di un Paese europeo contro l’invasione russa – ha chiesto di andare a Sanremo ma non è stato accettato. Come i Jalisse»… Un intervento, quello del direttore del Tg di La7, che ha suscitato l’ilarità di molti alleggerendo per un po’ la pesantezza delle recriminazioni e smorzando i toni, inevitabilmente virati su una chiave ironica.
Rula Jebreal, da ex del Festival con furore…
Peccato sia durato poco. A stretto giro del commento di Mentana, infatti, anche Rula Jebreal sale in cattedra e rilancia sul tema e sul bluff della polemica in atto. Sentenziando con tanto di citazione autoreferenziale: «Furono insensate le polemiche che precedettero il mio monologo contro i femminicidi a Sanremo 2020. Come quelle che oggi riguardano Zelensky». Che poi, sull’incursione di Zelensky a Sanremo ha solennemente chiosato: «Poter usare un palco così importante per parlare in difesa di chi subisce una violenza brutale è una delle cose belle della democrazia».