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epa10420703 Traditional lanterns rise above China Town ahead of  New Year celebrations in London, Britain, 21 January 2023. The Chinese lunar new year, also called ‘Spring Festival’, falls on 22 January 2023, and is this year marking the beginning of the ‘Year of the Rabbit’.  EPA/ANDY RAIN
epa10420703 Traditional lanterns rise above China Town ahead of New Year celebrations in London, Britain, 21 January 2023. The Chinese lunar new year, also called ‘Spring Festival’, falls on 22 January 2023, and is this year marking the beginning of the ‘Year of the Rabbit’. EPA/ANDY RAIN

L’ Fbi arresta 2 agenti cinesi: gestivano centri di polizia segreti a New York per intimidire i dissidenti

Cronaca - di Roberto Frulli - 17 Aprile 2023 alle 20:59

Anche negli Stati Uniti esplode il caso dei centri di polizia cinesi segreti che l’Fbi ha scoperto arrestando, oggi, due presunti agenti cinesi, coinvolti con operazioni illegali di polizia a Chinatown.

I procuratori federali hanno incriminato decine di altre persone accusate di lavorare per costringere al silenzio e molestare i dissidenti cinesi perfino all’interno degli Stati Uniti.

John Marzulli, portavoce del procuratore federale dell’Eastern district di New York, ha rivelato che i due arrestati compariranno oggi stesso di fronte ai giudici con l’accusa di aver gestito la stazione di polizia segreta, che è stata chiusa dopo che è stata condotta una perquisizione lo scorso autunno.

Si trovano, invece, tutti in Cina gli altri 34 incriminati che facevano parte di un programma del governo cinese teso a scovare ed intimidire i cinesi residenti negli Usa che criticano Pechino, con l’obiettivo di “influenzare la percezione globale della Cina”.

Gli agenti cinesi usavano i social media per postare propaganda filocinese e colpire “gli avversari”, compresi gli Stati Uniti e gli attivisti pro democrazia, sostiene ora il Dipartimento di Giustizia.

Secondo le indagini condotte dall’Fbi, gli agenti cinesi agivano direttamente seguendo le direttive del ministero della Pubblica sicurezza cinese e il loro compito era quello di creare account che sembrassero appartenere a cittadini americani.

Tra gli argomenti su cui postavano, non solo la politica estera Usa, la situazione ad Hong Kong, il Covid e la guerra in Ucraina, ma anche argomenti di politica interna americana come le proteste razziali dopo l’assassinio di George Floyd.

Non mancavano video e contenuti con esplicite minacce nei confronti degli attivisti pro democrazia cinesi che vivono negli Usa.

L’obiettivo era intimidire le persone per evitare che partecipassero a manifestazioni di protesta contro le politiche cinesi indette negli Stati Uniti.

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di Roberto Frulli - 17 Aprile 2023